Law and Finance

Welfare e contrattazione: opportunità o mero obbligo?

Sempre più spesso capita che in sede di rinnovo contrattuale le parti arrivino all’accordo sull’inserimento di servizi welfare invece del mero aumento retributivo che perde il suo smalto.

Questo cambio di rotta ci permette di avanzare qualche considerazione.

Innanzitutto, la volontà di procedere non solo con l’aumento retributivo (che diventa sempre più risicato) è sinonimo di necessità di cambiamento oltre ad individuare elementi che non gravino ulteriormente sul costo complessivo del lavoro, già di per sé elevato.

Quindi l’attenzione viene volta a trovare soluzioni concrete con l’erogazione di servizi che possano migliorare la qualità di vita dei lavoratori, indipendentemente dalla dimensione aziendale.

È bene infatti ricordare che nel momento in cui l’erogazione di welfare viene inserita all’interno del CCNL applicato all’azienda, la stessa deve applicarne il contenuto, non è più una libera iniziativa del datore di lavoro ma diventa un vero e proprio obbligo.
È evidente il contrasto che nasce in questa situazione.

Impostato in questo modo, il welfare diventa un’imposizione e tradotto nella praticità delle aziende un mero obbligo contrattuale: anzi, la maggior parte delle volte considerando l’esiguità degli importi messi a disposizione nei CCNL l’erogazione si traduce nella mera consegna di buoni acquisto.

Ora, sicuramente non si può disdegnare un’erogazione aggiuntiva ai lavoratori ma si perde di vista il vero concetto di welfare. Senza considerare che è abbastanza assurdo che un soggetto esterno debba ricordare alle aziende di pensare al benessere dei propri lavoratori.

Parliamo spesso di cambio di mentalità che deve partire dalle aziende e questo, a mio modesto avviso, non è il metodo giusto.

Un’azienda deve pensare al benessere dei lavoratori perché crede che gli stessi debbano stare bene nel luogo di lavoro, costituiscono una risorsa inestimabile e per questo motivo devono essere valorizzati oltre al mero riconoscimento economico.

Per far sì, allora, che quanto inserito nei CCNL a livello obbligatorio diventi una vera opportunità per le aziende deve essere un banco di prova per far scattare negli imprenditori il vero meccanismo del welfare, altrimenti si rivelerà un progetto fallimentare.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.