Lavoratore People Management

Welfare …. per te

Sabrina Grazini Sabrina Grazini

Partire dall'osservazione e dallo studio dei bisogni dei dipendenti è la chiave per la buona riuscita di un piano welfare.

Ieri stavo facendo lezione ad un gruppo di studenti che da “grandi” vorrebbero diventare HR Specialist e stavo trattando uno dei temi a me più cari: "il welfare aziendale come strumento di benessere aziendale".

Mi è stata fatta una domanda molto interessante ovvero quale fosse il ruolo dell’HR all’interno della programmazione del welfare e quali fossero le insidie da cui proteggersi.

La risposta non è affatto banale e merita delle considerazioni.

Sicuramente il welfare aziendale è visto dalla maggior parte delle persone come un ottimo strumento per gratificare i dipendenti, per renderli più partecipativi ed affezionati alla realtà lavorativa. Tuttavia, se non comunicato bene, con le giuste accortezze, potrebbe diventare un vero e proprio boomerang nei confronti della direzione.

Allora quali sono gli atteggiamenti da evitare nella formulazione di un piano di welfare?

·         Imposizione unidirezionale: pur con buoni intenti è assolutamente da sconsigliare poiché il rischio è che i dipendenti si mettano sulla difensiva manifestando diffidenza nei confronti dei possibili benefits;

 ·         Poca aderenza alla realtà aziendale: quando si fa una pianificazione in ottica welfare è auspicabile un coinvolgimento dei lavoratori, soprattutto per quanto concerne le aspettative attese ed i bisogni che vogliono essere soddisfatti. Immaginate l’idea di un asilo nido aziendale in un’impresa in cui solo due dipendenti hanno figli oppure di una convenzione con una palestra molto lontana e poco raggiungibile?

  ·         Paniere poco interessante: quando si sceglie un paniere di possibilità è sempre meglio chiedere ai collaboratori i propri interessi/hobbies/preferenze anche quando si deve scegliere semplicemente se proporre un buono benzina oppure un buono per spese online, per far sì che diventi veramente un qualcosa di gradito e non un regalo indesiderato.

Allora non rimane che iniziare con il welfare aziendale e …. attenti all’effetto boomerang!

Sabrina Grazini
Sabrina Grazini

Laureata in Consulenza del Lavoro e Giurista d'Impresa con un Master in Hr Specialist da marzo 2019 è Consulente del Lavoro iscritta all’Ordine di Brescia. Si occupa principalmente di amministrazione del personale per piccole e medie imprese. È docente di Contrattualistica per vari enti di formazione e collabora con il Sole 24 Ore Business School.