Welfare

Welfare fase 2

Luca Furfaro Luca Furfaro

E' in arrivo la fase 2: la fase di convivenza con il virus. Ripartenza graduale e non senza problemi.

Fase 2: ci riuniamo ai congiunti, alcuni possono tornare al lavoro, altri possono progettare il ritorno verificando di rispettare il protocollo di sicurezza di riferimento.

Nulla però ancora in merito alla riapertura degli istituti scolastici; questo ci porta ad una problematica accresciuta di conciliazione dei tempi famiglia lavoro, problematica peraltro già generalmente presente nei nostri ragionamenti pre-coronavirus ma che oggi si trova amplificata dalla mancanza di alternative all’assistenza domestica ed all’affiancamento nelle dinamiche di istruzione on line. Altra tematica è quella psicologica e sanitaria, tutte questioni che in questo momento si sommano e rendono il lavoratore più preoccupato per la gestione familiare e personale.

Quali misure può mettere in campo il datore di lavoro per assistere il personale nel momento della ripartenza e comunque in questo momento difficile è una delle domande da porsi.

Possiamo elencarne diverse che a pieno titolo rientrano in un concetto di welfare aziendale, e che potranno essere messe in piedi per il periodo emergenziale in via sperimentale.

Innanzitutto occorre guardare alla contrattazione collettiva, molti fondi sanitari si sono attivati per l’estensione delle garanzie e con pacchetti specifici per il contagio da Covid-19; è il caso ad esempio di MètaSalute che ha avviato un piano dedicato alla copertura delle sindromi influenzali legate al Covid-19 con un’indennità di 30 euro per ogni giorno di ricovero, l’erogazione di un’indennità una tantum di 1.000 euro a seguito di dimissioni da un reparto di terapia intensiva e un contributo di 1.000 euro destinato agli eredi in caso di decesso.

Ma anche il Fondo Sanimoda, Sanarti, Aster, Cadiprof, Fondo Est, Cassa Portieri, Cas.sa.colf, Coopersalute, Fasiv, Fast, Fontur, Sanimpresa, Quas hanno introdotto uno specifico pacchetto per l’emergenza Coronavirus.

Per le aziende che non hanno tali coperture si potranno verificare i prodotti messi a disposizione dalle compagnie assicurative.

Ma molto altro può essere fatto: pacchetti di baby sitting per il personale con problematiche familiari, o la gestione di una banca ore etica in questo particolare periodo di necessità, o ancora andare a creare dei fondi per integrare la retribuzione persa per via dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Ed inoltre sarà possibile fornire un servizio di telemedicina o di assistenza psicologica durante questo periodo. Dobbiamo ripensare completamente la nostra strategia di welfare per renderla adattabile alle diverse fasi dell’emergenza andando a comprendere insieme al personale dipendente quelle che possono essere le necessità.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.