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Welfare e tecnologia

Luca Furfaro Luca Furfaro

Creare una cultura digitale ed aiutare i dipendenti a padroneggiare gli strumenti informatici può essere utile, di ritorno, anche alle aziende.

Il benessere appare un concetto molto spesso lontano dalla tecnologia, per alcuni aspetti tale assunto è sicuramente vero, ma occorre approfondire l’utilizzo della tecnologia e quali risvolti può avere nell’ambito del lavoro.

L’innovazione ha tra i suoi obiettivi quello di rendere più semplice la vita delle persone, alcune volte però tale ricerca sfocia in eccesso. Esemplare il caso dell’IoT, sicuramente utile, ma che ha preso derive spesso esasperate che ci fanno dialogare con lampadina, tostapane, frullatore e altri suppellettili.

Abbiamo la necessità di dialogare con il candelabro di casa? Ipotizzo che, se lo stesso non ha accento francese e non ci troviamo in una fiaba Disney, non sia questa la nostra priorità.

Allo stesso modo dobbiamo comprendere come utilizzare al meglio la tecnologia al servizio del lavoro, in maniera da rendere lo stesso maggiormente confortevole e sicuro.

Il welfare aziendale può essere quindi sia un servizio utilizzato attraverso l’applicazione di tecnologie innovative (piattaforme, intelligenza artificiale, business intelligence) ma può anche essere una modalità per dar modo al personale dipendente di comprendere l’innovazione e padroneggiarla senza farsi trasportare dalla stessa.

Le aziende possono infatti organizzare incontri che vadano ad informare e sensibilizzare i propri dipendenti sull’innovazione tecnologica, creando una cultura digitale ed aiutandoli nella loro vita lavorativa ma anche extra lavorativa. Aiutare i dipendenti a comprendere l’innovazione, ed a padroneggiare strumenti informatici e di comunicazione, può essere utile per dar loro modo di sviluppare ulteriori capacità lavorative, ma anche per renderli consci di quelli che possono essere gli effetti deleteri di un utilizzo sbagliato della tecnologia.

Vi sono aspetti legati all’ambito finanziario, con l’aumentare delle cryptovalute e le loro insidie; aspetti connessi all’utilizzo dei social network a livello personale, che può da una parte essere una modalità di branding aziendale ma dall’altra nasconde molte insidie (cyberbullismo, truffe, malware…). Occorre poi affrontare tematiche come l’iperconnessione e la comprensione e la verifica delle informazione. La formazione risulta quindi una tematica che travalica i limiti aziendali andando ad interessare la sfera personale in un’ottica di wellbeing. Difatti una maggiore conoscenza dell’innovazione può anche far comprendere come muoversi nel mercato del lavoro, capendo quali saranno le nuove skill richieste e aggiornandosi ad un mercato maggiormente mutevole ed evoluto.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.