Law and Finance

Welfare aziendale per categorie omogenee di dipendenti: perchè è importante?

Il welfare aziendale del Polo Nord

Il welfare aziendale ha carattere di beneficio verso una pluralità di soggetti in modo da integrare i bisogni eventualmente non soddisfatti dal welfare di primo livello (welfare statale).

Ai fini delle limitazioni fiscali previste dall’articolo 100 del Tuir è importante identificare la pluralità dei beneficiari con la generalità o con categorie omogenee di lavoratori. Tale concetto si lega alla valutazione ai fini della deducibilità fiscale delle somme erogate in particolare per le prestazioni previste dalle lettere f), f-bis), f-ter) e f-quater) del co. 2 dell’art. 51 del TUIR. Requisito essenziale è che le somme destinate ad un piano di welfare aziendale siano assegnate alla generalità della popolazione aziendale o a categorie omogenee di dipendenti.

Nella sostanza viene quindi esclusa dallo scopo del welfare la creazione di piani ad personam e ci si concentra sul concetto di "... generalità dei dipendenti o categorie di dipendenti", da intendersi come generica disponibilità verso un gruppo omogeneo di dipendenti, poiché, invece, qualunque somma attribuita ad personam costituirebbe "reddito di lavoro dipendente" (si veda in primis circ. n. 326/E/97, par. 2.2.6). Da evidenziare come si tratti di teorica assegnazione, anche se alcuni di questi non fruiscono di fatto delle opere o servizi.

Nella costruzione di un piano di welfare aziendale, la corretta individuazione delle categorie omogenee di lavoratori cui rivolgere l’offerta di beni e servizi diventa fondamentale, oltre che per gli aspetti fiscali e previdenziali, anche e soprattutto ai fini della buona riuscita del piano.

La definizione delle categorie omogenee può avvenire in base a diversi parametri e condizioni; l’obiettivo comunque dovrebbe essere quello di andare ad agevolare le categorie che più hanno bisogno di questi servizi per raggiungere il risultato ottimale. Sarà quindi importante una verifica puntuale della popolazione aziendale e identificare quelle caratteristiche che potranno determinare la pluralità più bisognosa. Come evidenziato, anche con l’interpello n. 273/2019, si potranno andare a definire categorie omogenee rispetto ad una serie di parametri empirici e chiari.

Attenzione però a non determinare delle categorie talmente delimitate da definire un'erogazione ad personam. Immaginiamo di dare un piano di welfare a tutti i soggetti con la barba bianca, vestiti di rosso e che consegnano i regali il 25 dicembre… sappiamo che in questo caso la categoria porterebbe ad un unico soggetto eliminando il concetto di pluralità.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.