Welfare

Uno per tutti, tutti per il welfare!

Francesca Zucconi Francesca Zucconi
Alcune tipologie di prestazioni di welfare al fine di godere di agevolazione fiscale e non costituiscano quindi reddito da lavoro dipendente, è necessario che siano destinate alla generalità oppure a categorie di dipendenti. La motivazione risiede principalmente nell’evitare che l’erogazione di welfare diventi “ad personam” sostituendosi così a finalità retributive, lontane dallo scopo del welfare.

Varie possono essere le combinazioni di categorie di dipendenti, la più scontata è quella prevista dalla classificazione civilistica suddivisa in dirigenti, quadri, impiegati, operai. È importante, però, notare che il criterio della destinazione ad una determinata categoria viene rispettato nel momento in cui tutti gli appartenenti a quella categoria possono accedere a misure di welfare messe a loro disposizione, anche se poi in concreto dovessero decidere di non goderne.

Va da sé che tutti i lavoratori dipendenti o categorie di essi sono destinatari di misure di welfare, ma la realtà aziendale come è noto è costituita non solo da lavoratori dipendenti ma anche da altre tipologie di lavoratori, come collaboratori, tirocinanti o somministrati.

Benché il tirocinio non sia considerato lavoro dipendente si ritiene che anche i tirocinanti possano essere destinatari di misure di welfare visto il presupposto che l’indennità economica di tirocinio è assimilabile ai redditi di lavoro dipendente secondo l’art. 50, c. 1 TUIR. Partendo da questo assunto, quindi, i beni e servizi erogati secondo le modalità dell’art. 51 TUIR vengono esclusi dalla formazione della base imponibile ai fini fiscali.

Stesso criterio può valere anche per i collaboratori coordinati e continuativi e gli amministratori. Innanzitutto, possono configurare una categoria ben specifica di destinatari di forme di welfare, e come per i tirocinanti, anche il reddito percepito da questi soggetti è assimilato a quello da lavoro dipendente.

Un’altra tipologia di lavoratori che può essere presente in azienda sono i lavoratori somministrati. Questi lavoratori se in possesso dei requisiti previsti dal piano welfare per i lavoratori dipendenti dell’utilizzatore, e a parità di mansioni, trattamento economico e normativo hanno diritto ad essere ricompresi tra i destinatari del piano welfare. Non essendo lavoratori direttamente assunti dall’azienda erogatrice di welfare, però, questo verrà erogato dall’agenzia di somministrazione dopo che l’azienda utilizzatrice comunicherà all’agenzia di somministrazione i riferimenti del piano.

In linea generale, quindi, qualora vi siano le condizioni legate all’inserimento di un piano welfare tutti i prestatori di lavoro possono essere soggetti all’erogazione dello stesso.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.