Azienda Lavoratore Welfare

Una bozza di welfare

Luca Furfaro Luca Furfaro

Tra le novità previste dal Decreto Agosto anche l'aumento del limite per la non imponibilità dei beni e servizi concessi ai lavoratori che passa da € 258.23 ad € 516.46

Negli ultimi tempi è spesso successo che il comunicato stampa preceda di molto un provvedimento governativo, allo stesso modo anche ora l’attesa per il decreto “Agosto” è stata anticipata da un corposo comunicato stampa e da tante bozze del provvedimento.

A questo punto possiamo guardare al comunicato stampa come al trailer di un film che sta uscendo al cinema: esce prima dello stesso e ne prende solo le parti migliori, magari montandole ad arte per renderle ancora più attrattive. Succede però, che ad un ottimo trailer poi non corrisponda un buon film, esaurendo nel trailer tutto il meglio dello stesso.

Arrivando ora al decreto Agosto, nelle bozze appare un’interessante modifica relativa ai fringe benefit: è previsto infatti l’aumento del limite per la non imponibilità dei beni e servizi concessi ai lavoratori. Tale limite come è noto è fissato da anni a 258,23 (ancora figlio delle 500.000 Lire) ai sensi dell’articolo 51 comma 3 del Tuir. E’ però previsto, secondo le bozze circolate, che per l'anno d'imposta 2020 "la quota di beni e servizi ceduti dall'azienda" ai dipendenti che non concorre alla formazione del reddito passi a 516,46 euro. In primis fa sorridere come la cifra sia stata ricavata con un mero calcolo matematico senza alcun arrotondamento, ci troviamo quindi di fronte ad 1.000.000 di lire per gli amanti del vecchio conio.

Tale intervento viene rubricato nell’ambito del welfare aziendale, ma nella realtà non si tratta propriamente di questo poiché stiamo parlando di fringe benefit che possono riguardare qualsiasi bene o servizio. Si può quindi spaziare dalla gestione di buoni spesa, ai buoni carburante, ma anche alla cessione di beni (auto, alloggio o qualsiasi bene). Si ricorda che, in ogni caso, al superamento del limite annuo anche la parte rientrante nella soglia diviene imponibile.

L’intervento si pone quindi teoricamente come un aumento del potere, seppure temporaneo, alla concessione di beni o servizi al personale dipendente. Tale modifica, come detto, ha carattere temporaneo e riguarda beni che sostituiscono la retribuzione, e non servizi che integrano altri sistemi di welfare.

Possiamo quindi vedere positivamente alla misura in un’ottica di rilancio dei consumi, ma dobbiamo cercare di distinguerla, ma allo stesso momento integrarla, a quella che è l’offerta di welfare aziendale. Attenzione quindi, il welfare aziendale non è fatto “solamente” di buoni spesa o carburante, ma da queste misure si può partire per integrare una serie di servizi e prestazioni volti ad integrare un meccanismo personalizzato di welfare aziendale.

In attesa della versione definitiva del “decreto Agosto” speriamo che al trailer corrisponda un bel film.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.