Azienda People Management Welfare

Un Welfare di nome Amedeo

Luca Furfaro Luca Furfaro

Il welfare non è un’azione di marketing, ma il marketing può utilizzare il welfare per delineare valori e principi condivisi dell’azienda, che possono migliorare il brand.

Il welfare aziendale ha la necessità di essere condiviso e comunicato, una necessità non solo formale ma sostanziale per renderlo realmente funzionale allo sviluppo aziendale.

E’ quindi centrale nel processo di gestione del welfare aziendale, la condivisione e la comunicazione dei processi in atto. Spesso le aziende, soprattutto piccole, non lo ritengono importante, ma anche in questi casi è necessario dare un’origine ed una identità al progetto di welfare.

Potrebbe sembrare scontato ma deve essere chiaro ai dipendenti ed al management perché lo si fa e quali sono gli obiettivi che si intendono raggiungere; dei collaboratori che condividono l’etica aziendale divengono la principale modalità di esternazione della stessa.

Naturalmente non esiste un metodo di comunicazione standard, dipende dalla tipologia e dalle dimensioni dell’azienda: possiamo andare dalla riunione, alla presentazione, passando per video o webinar. A questi strumenti si possono poi aggiungere mezzi maggiormente innovativi come il digital o la gamification.

La comunicazione sarà sia interna che esterna: i mezzi di comunicazione del welfare si affiancheranno alla comunicazione tradizionale dell’azienda, in maniera da integrarla.

Il messaggio che si vuole lanciare deve essere ripetuto e chiaro, deve cercare di colpire l’utenza ed il pubblico. Il welfare, come più volte detto, dona un grande contributo alla reputazione aziendale. Deve essere quindi una comunicazione coerente e trasparente, che dipinga la realtà aziendale anche per attirare il personale maggiormente qualificato ed in linea con l’idea imprenditoriale.

Il welfare non è un’azione di marketing, ma il marketing può utilizzare il welfare per delineare valori e principi condivisi dell’azienda, che possono migliorare il brand.

Un piccolo, e primo passo può semplicemente essere dare un nome ed un logo al nostro progetto ed introdurlo attraverso una brevissima presentazione; da questo punto in poi possono venire in aiuto tutte le modalità comunicative aziendali. Tale comunicazione deve essere reiterata nel tempo: per quanto riguarda il personale in forza attraverso newsletter di aggiornamento o riunioni, inoltre deve esserci comunicazione in sede di colloquio o inserimento del personale in azienda, ed anche in quelle che possono essere le iniziative di recruting.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.