People Management Welfare

Un welfare 5.0 in favore di aziende e lavoratori

Luca Furfaro Luca Furfaro

Il delicato momento che stiamo attraversando può favorire lo sviluppo del welfare aziendale come opportunità per imprese e lavoratori

Il Welfare, ed in particolare quello aziendale, ha come obiettivo quello di gestire necessità di carattere collettivo; i bisogni cambiano, e procedure e limitazioni devono adeguarsi alla nuova situazione anche per rilanciare i consumi.

L’emergenza Covid affronta nuovamente una dura fase con aumento dei contagi e conseguente rischio tenuta della sanità pubblica.

La crisi è stata affrontata con provvedimenti che cercano di indirizzare i rapporti verso dinamiche di contenimento, tale aspetto comportamentale influisce però sull’economia reale con forti ripercussioni su settori che stavano lentamente riemergendo dal periodo del lockdown.

Appare sottovalutato, almeno per ora, il ruolo che in questa occasione può avere il welfare aziendale.

Naturalmente il welfare aziendale non può essere la soluzione alle problematiche, ma, nella sua caratteristica generale il welfare ha proprio il ruolo sussidiario rispetto al primo welfare che in questo momento subisce forti pressioni.

Inoltre, aspetto da non sottovalutare è l’evidenza per cui il welfare, ma anche in realtà l’ampia platea dei benefit, rivesta un carattere di mantenimento dei consumi focalizzandosi con realtà necessarie e che andrebbero anzi ampliate ed attualizzate alle nuove necessità.

Un primo passo, rubricato erroneamente come innalzamento delle soglie di welfare, è stato l’ampliamento della soglia di esenzione dei fringe benefit a 516,46 ma molto forse può essere fatto in quest’ottica per aiutare dipendenti ma anche esercenti.

Ristoranti, bar e pubblici esercizi hanno prospettive in flessione legate alle misure di contenimento, ma le stesse hanno la necessità di essere supportate in questo delicato periodo. Da questo punto sarebbe auspicabile una valutazione circa l’utilizzo e la validità dei buoni pasto concessi al personale dipendente. Anche le attività turistiche, e ludiche, vivono il pieno della crisi e su queste andrebbe valutata una modalità di fruibilità maggiore, che si scontra con quanto anche riportato dalla Risoluzione 55/E. Ulteriore valutazione dovrebbe poi essere fatta sulla necessità di evolvere anche l’istruzione in dinamiche che integrino la modalità in presenza con una didattica a distanza che necessità della necessaria strumentazione.

Il momento è favorevole ad una evoluzione del welfare aziendale, rendere coerenti e fruibili le misure oggi possibili, ed attualizzarle per andare incontro alle necessità sociali del periodo. Non fermandoci solo alle istanze del breve, ma valutando un rilancio economico ed un mantenimento dello status sociale per creare un Welfare 5.0.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.