Welfare

Umarell Economy

Luca Furfaro Luca Furfaro
I dati Istat parlano di un aumento della speranza di vita unito al calo della popolazione residente; il tutto restituisce una crescita della popolazione anziana, che al 1 gennaio 2019 consiste di 13,8 milioni di individui over 65 anni, ossia il 22,8% della popolazione italiana, di cui 2,2 milioni (3,6%) over 85. Tale dato è superiore, ma in linea con il trend europeo.


Il tutto porta allo sviluppo di una particolare economia, la Silver Economy o come l’ho ribattezzata la umarell Economy.

Il termine "umarell" viene dal dialetto bolognese e significa “omino” nella sua diffusione popolare ha voluto identificare in maniera simpatica i pensionati che osservano i cantieri.

Ma a prescindere dalla nomenclatura la Silver Economy è una tematica chiave per il futuro, ma è anche una necessità che la popolazione si trova a dover affrontare nell’immediato.

Difatti secondo alcuni studi, il costo annuale per l’assistenza ai familiari anziani può andare dai 2.000 euro sino ad arrivare ai 15.000/20.000 euro. Altro dato è la situazione reddituale della popolazione anziana che nel 70% dei casi ha un reddito complessivo netto inferiore ai 15.000 euro annui lordi.

Questi dati ci mostrano come soggetti esterni debbano, necessariamente, intervenire per aiutare il sostentamento di tale popolazione. Attraverso il welfare aziendale è possibile contribuire al sostegno dei carichi di cura dei familiari anziani o non autosufficienti.

Riferimento legislativo è il famigerato articolo 51 del Tuir che alla lettera f-ter contiene indicazioni sulle spese sostenute dal dipendente in favore dei suoi familiari per prestazioni di assistenza per familiari anziani o non autosufficienti.

"2f-ter). Le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti indicati nell’art. 12"

La Circolare n.28/E dell'Agenzia delle Entrate definisce i soggetti per i quali è possibile usufruire del rimborso: 

  • Soggetti non autosufficienti: “sono coloro che non sono in grado di compiere gli atti della vita quotidiana quali, ad esempio, assumere alimenti, espletare le funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene personale, deambulare, indossare gli indumenti” e le persone che “necessitano di sorveglianza continuativa”. Lo stato di non autosufficienza deve essere comprovato da certificazione medica. Non sono compresi i bambini, a meno che la loro non autosufficienza non sia associata a patologie.
  • Anziani: soggetti che abbiano compiuto 75 anni di età.

Una prestazione quindi che da una parte incrocia un interesse sempre più accentuato nei lavoratori e dall’altro riveste un importante presa di responsabilità dal punto di vista sociale.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.