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Solidarietà tra colleghi: il nuovo welfare

Sabrina Grazini Sabrina Grazini

Nel 2015 è nata una nuova forma di solidarietà tra colleghi che purtroppo, ancora oggi, è pressochè sconosciuta ed ancora troppo poco utilizzata.

Per chi appassionato di materia giuslavorista rare volte la parola SOLIDARIETA’ ha avuto una valenza normativa.

Spesso si associa questo vocabolo al contratto di solidarietà ovvero quando nelle aziende non è tutto rose e fiori e si deve ricorrere velocemente ai ripari per evitare l’inesorabile. Si tratta di solidarietà difensiva, infatti, ed equivale per i non addetti ai lavori ad una sorta di “lavoriamo poco tutti piuttosto che nessuno” e per molti anni è stata l’unica nozione di solidarietà presente nella normativa italiana.

Nel 2015 è nata invece una nuova forma di solidarietà tra colleghi seppur purtroppo ancora oggi pressochè sconosciuta ed ancora troppo poco utilizzata.

Nonostante però i casi siano stati sporadici e del tutto isolati, la rilevanza mediatica è stata grandissima.

Di cosa si tratta?

Dell’articolo 24 del D. lgs 151/2015 che prevede che “ Fermi restando i diritti di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, i lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie da loro maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, al fine di consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti, nella misura, alle condizioni e secondo le modalità' stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale applicabili al rapporto di lavoro.”

E se data l’attuale situazione contingente non provassimo ad ampliare in modo significativo la portata di questo articolo?

Quali nuove opportunità per i nostri lavoratori potrebbero sorgere?

Vere e proprie maratone di solidarietà per quel collega che non può stare a casa perché ha finito le ferie oppure per utilizzare meno ammortizzatori sociali facendo una banca ore collettiva.

Ovviamente tramite un confronto leale con i sindacati si potrebbe ampliare la platea di beneficiari rispetto al caso isolato del dettato normativo, provando così ad andare incontro alle nuove esigenze dei lavoratori in questa fase 2 ancora molto complicata nella gestione quotidiana.

Scuole chiuse, anziani fragili… tante casistiche per cui una banca ore aziendale potrebbe tramutarsi in un prezioso tesoretto.

Eh si… e se la solidarietà fosse veramente dedicata al prossimo vicino? Si, proprio quello accanto alla tua scrivania?

Sabrina Grazini
Sabrina Grazini

Laureata in Consulenza del Lavoro e Giurista d'Impresa con un Master in Hr Specialist da marzo 2019 è Consulente del Lavoro iscritta all’Ordine di Brescia. Si occupa principalmente di amministrazione del personale per piccole e medie imprese. È docente di Contrattualistica per vari enti di formazione e collabora con il Sole 24 Ore Business School.