People Management

Smartworking agevolato?

Agevoliamo lo smart working o lo smart working è una agevolazione? Domande Marzulliane che stanno alla base delle diverse visioni del lavoro agile. La norma emergenziale ha portato ora al 31 luglio 2021 il limite per l’utilizzo del lavoro agile semplificato.

Attraverso il lavoro agile si diminuisce lo spostamento del lavoratore, e questo aumenta il tempo che lo stesso può dedicare alla famiglia e taglia le spese legate allo spostamento.

Dall’altro lato il lavoratore contesta al datore tale risparmio e lo allarga anche ai consumi e all’usura del luogo di lavoro che si trasferisce in casa.

Il datore di lavoro può a questo punto rimborsare le eventuali spese del lavoratore relative ad utenze (energia elettrica, climatizzazione e internet)?

Sul punto le valutazioni possono legarsi semplicemente all’ambito fiscale o andarci a ricondurre alla Marzulliana questione iniziale.

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta recentemente con un interpello andando a chiarire che, nel caso in cui si voglia rimborsare l’aggravio di spese del dipendente costretto allo smart working, la sua quantificazione determinerà il regime fiscale di riferimento.

Sostanzialmente l’Ade afferma che, nel caso in cui vi sia una valorizzazione forfettaria tale “rimborso” si configurerebbe come retribuzione e sarebbe imponibile sia ai fini fiscali che previdenziali.

Per rendere un rimborso tale, e quindi non imponibile, la sua valorizzazione deve essere determinata in maniera precisa e matematica da parametri connessi all’effettivo utilizzo delle componenti di costo. Il datore dovrà quindi oltre ad avere il costo delle utenze imputarle in maniera precisa per gli spazi ed i tempi utilizzati dal lavoratore.

D’altro canto, il ragionamento dell’Agenzie delle Entrate si basa sul lavoro agile emergenziale, basato quindi su una unica sede alternativa di lavoro (domicilio) e non sulla possibilità di utilizzo di molteplici sedi durante l’attività agile.

Nel vero smart working la valutazione puntuale sarebbe difficilmente approntabile e comporterebbe attenta analisi per ognuna delle possibili location lavorative, con conseguente raccolta documentale.

Proprio per questo si ritorna alla verifica iniziale su come si configura il lavoro agile, trovando una risposta funzionale nella necessità di accordo dal 1 Agosto 2021 che porterà ad equilibrare gli interessi delle parti.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.