People Management

Smart working tra benefici e insidie

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

Due le parole chiave di questa settimana: Coronavirus e Smart Working. Se riguardo alla prima ancora tante sono le domande e le incertezze che attanagliano tutti, vi è invece qualche sicurezza in più riguardo alla seconda, anche se non è tutto oro quel che luccica.

La premessa, ovvia ma indispensabile è che lo smart working è un’innegabile opportunità per aziende e dipendenti; dimostrazione che è uno strumento utilissimo alla gestione delle emergenze e ideale per tutelare la salute dei dipendenti, capo saldo dei doveri del datore di lavoro, più che mai in questa circostanza. Ne è una dimostrazione l’emanazione del Dpcm del 23 febbraio scorso, modificato ed esteso il 25 febbraio, che fino al 15 marzo deroga per le zone maggiormente colpite la possibilità di applicare lo smart working in forma semplificata ovvero anche in assenza di accordo individuale tra datore di lavoro e lavoratore come disciplinato dalla Legge 81/2017 e assolvendo in via telematica gli obblighi informativi relativi alla sicurezza.

La facilità di attuazione del lavoro agile durante questo periodo può essere la porta di ingresso per l’inserimento di tale modalità di svolgimento in modo più duraturo.

Ma la stessa facilità non deve far sottovalutare alcuni aspetti.

Il primo, fondamentale, è la corretta gestione della sicurezza nello svolgimento del rapporto di lavoro, dovere e responsabilità del datore di lavoro.

Oltre all’aspetto sicurezza ci sono temi più pratici e tecnici da valutare, soprattutto in questa situazione in cui le aziende non erano preparate all’attivazione di tale metodo di svolgimento dell’attività lavorativa.

Il secondo riguarda il discorso tecnologico.

L’azienda deve perciò dotare i suoi lavoratori di tutti gli strumenti idonei necessari al corretto svolgimento dell’attività lavorativa.

Questo vuol dire partire da aspetti meramente tecnici: dalla dotazione di strumenti quali notebook, alla possibilità di collegarsi al server aziendale per poter lavorare come se si fosse in ufficio.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la necessità che i lavoratori non si sentano isolati, problema legato a tutte le situazioni di smart working ma ancora più ampio in questa circostanza in cui l’esigenza è stata improvvisa.

Affinché i lavoratori non si sentano soli bisogna dare loro la possibilità di essere in costante comunicazione con i colleghi.

Questo può avvenire attraverso l’utilizzo di applicazioni di messaggistica istantanea idonee a rimanere costantemente aggiornati sullo stato avanzamento lavori. Ovviamente se già all’interno dell’azienda esisteva un canale di questo tipo, i lavoratori non hanno alcuna difficoltà ad attuarlo dall’esterno; se invece è un’innovazione “forzata” legata al momento gli smart worker dovranno essere edotti in materia.

Se generalmente, durante lo svolgimento di smart working vengono comunque previsti momenti di confronto vis a vis in azienda, in questo periodo si possono sostituire con video chiamate, stessa accortezza anche per le riunioni con clienti al fine di non paralizzare il lavoro.

Il punto fondamentale su cui porre l’attenzione è che l’attuazione di smart working è una modalità di svolgimento dell’attività lavorativa attuata per andare incontro alle esigenze dei lavoratori ed allo stesso tempo implementare ed innovare i processi organizzativi, lavoro impegnativo dal punto di vista organizzativo, ma che sicuramente può essere messo in atto con la necessaria collaborazione dei lavoratori in situazioni critiche a totale salvaguardia della loro salute.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.