Law and Finance

Smart working semplificato: nuova scadenza

Da un anno a questa parte lo smart working è entrato prepotentemente nelle vite dei lavoratori, seppur con tutti gli accorgimenti del caso riferibili di più ad un lavoro da remoto, ma questo ormai è assodato.

In virtù dello stato emergenziale, ricordiamo, viene data la possibilità di procedere con uno smart working semplificato anche se puntualmente la data di scadenza per utilizzare la procedura semplificata non è allineata alla data dello stato di emergenza.

Ad oggi il termine per utilizzare la procedura semplificata passa dal 31 marzo al 30 aprile 2021 con la conversione in legge del Decreto Milleproroghe, DL numero 183 del 2020.

Curioso, però, che inizialmente lo stesso testo, infatti, stabilisse tale possibilità fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e comunque non oltre il 31 marzo 2021, dovendo intervenire per allineare poi le due date.

Ad oggi, quindi, le aziende possono comunicare al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in via telematica, i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile, utilizzando apposita piattaforma e moduli semplificati, senza la necessità degli accordi individuali previsti secondo le regole ordinarie.

Non è la prima volta che si genera confusione tra la fine del periodo inteso come stato di emergenza e il termine ultimo di utilizzo delle procedure semplificate per lo smart working, dovendo correre ai ripari per allineare tali date.

Indipendentemente da questi disguidi normativi, ormai la modalità di lavoro al di fuori dei locali aziendali è una costante nelle vite dei lavoratori soprattutto anche in virtù del consiglio sempre presente in ogni nuovo DPCM di lavorare da casa laddove possibile.

Lavorare da casa ha sia aspetti positivi sia negativi, se a marzo dell’anno scorso le aziende non potevano vantare organizzazione in tal senso, in quanto si sono trovate sopraffatte dalla situazione, in un anno come hanno sfruttato questa esperienza?

Lavorare a distanza ha il pregio che necessariamente ci si deve basare sul raggiungimento degli obiettivi, si deve lavorare sull’organizzazione del lavoro e deve esserci coordinazione e feeling tra i componenti del team. Molto più rispetto al lavorare in ufficio fianco a fianco, lavorare da casa presuppone uno sforzo nella comunicazione puramente verbale, mancano infatti, tutti gli aspetti di quella non verbale, caratterizzata da gesti, posture, microespressioni facciali, orientamento del corpo, tutti piccoli gesti che danno idea di come e se dobbiamo modificare la comunicazione tra le parti.

Ovviamente la mancanza di rapporti interpersonali è l’aspetto peggiore del lavorare da remoto ed è anche lo sforzo maggiore che viene richiesto all’azienda per far si che i lavoratori possano comunque lavorare bene.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.