People Management

Smart working e diritto alla disconnessione

Come l'Unione Europea si sta muovendo in merito al diritto alla disconnessione

Smart working, lockdown, burnout e diritto di disconnessione sono divenute parole oramai conosciute durante tutta l’annualità 2020. Sono parole che possono, ma non devono, avere collegamento diretto tra loro. Il periodo, sicuramente particolare, ha enfatizzato alcune problematiche che vengono poi ingigantite da una informazione non contestualizzata all’utilizzo effettuato del lavoro agile.

Il diritto alla disconnessione in particolare è arrivato all’attenzione del Parlamento Europeo; questo alla luce dei numeri che raccontano che il 37% dei lavoratori europei ha operato in smart working e il 27% lo ha fatto durante il proprio tempo libero. L’Italia ha già regolamentato il diritto di disconnessione con la Legge 81/2017, dando precisi diritti e prevedendo la sua indicazione all’interno dell’accordo. La problematica si rivela di sicuro interesse poiché è stato riscontrato che chi lavora regolarmente in smart working ha il doppio delle probabilità di lavorare più dell’orario massimo lavorativo stabilito.

Il Parlamento Europeo ha valutato che il diritto alla disconnessione al momento non è definito da una legge UE e quindi vuole anche esso intervenire in merito. Il 21 gennaio 2021 ha difatti chiesto alla Commissione europea di proporre una legge che permetta ai lavoratori di disconnettersi al di fuori dell’orario lavorativo senza conseguenze e che stabilisca degli standard di base da rispettare per il lavoro da remoto. E’ stato sottolineato che le interruzioni al tempo di riposo e l’estensione delle ore lavorative rischiano di provocare straordinari non pagati e un impatto negativo sulla salute, sull’equilibrio tra vita privata e professionale e sul riposo. Occorre infatti evitare la c.d. porosità del tempo che porta ad una gestione del tempo non di qualità.

Aspetto importante è quello di supporto psicologico al lavoratore e di utilizzo in maniera organizzata dell’accordo di lavoro agile tale da regolamentare gli aspetti richiamati anche dal Parlamento Europeo.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.