Lavoratore Worklife Integration

Smart-working e congedi ai lavoratori in caso di quarantena dei figli

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

A pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico arrivano i primi "chiarimenti" normativi inerenti la gestione degli eventuali contagi da Covid.

Il 14 settembre la maggior parte delle regioni italiane riaprirà le proprie classi. Se negli anni passati la campanella del primo giorno di scuola si aspettava con entusiasmo per rivedere i compagni e raccontare loro la trascorsa estate, quest’anno si attende invece con qualche preoccupazione anche da parte dei genitori.

Da qualche settimana circolano varie informazioni su come avverrà la ripresa della scuola. Alcune proposte riguardano la rimodulazione degli orari di entrata e uscita degli alunni in modo che siano scaglionati, altra possibilità di seguire per parte della classe le lezioni in aula e parte a distanza, ma soprattutto a preoccupare è tema sensibile di gestire la quarantena del figlio.

Tutti temi che sono strettamente collegati alla gestione dell’attività lavorativa dei genitori.

Ora, infatti, che parte dei lavoratori sono anche tornati a lavorare in sede si ripropone il problema di gestire un figlio che non può recarsi a scuola durante il periodo di quarantena obbligatoria ed è noto che gli strumenti ordinari a sostegno dei lavoratori in questi casi siano decisamente limitanti.

Interviene un nuovo provvedimento per gestire questo evento. E’ stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 223 dell’8 settembre 2020 il Decreto Legge n. 111 con disposizioni urgenti per far fronte a indifferibili esigenze finanziarie e di sostegno per l’avvio dell’anno scolastico, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, di cui all’articolo 5 si parla proprio di smart-working e congedo parentale Covid.

Vediamo nel dettaglio i commi che più interessano i lavoratori dipendenti.

  1. Durante il periodo di quarantena disposta dal Dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente a seguito di contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico del figlio convivente, minore di anni quattordici un genitore lavoratore dipendente può svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena.
  2. Se non è possibile svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile e comunque in alternativa alla misura di cui al comma 1, uno dei genitori, alternativamente all’altro, può astenersi dal lavoro per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio minore di anni quattordici.
  3. Per i periodi di congedo fruiti ai sensi del comma 2 è riconosciuta un’indennita’ pari al 50% della retribuzione calcolata secondo quanto previsto dall’articolo 23 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, a eccezione del comma 2 del medesimo articolo.
  4. Per i giorni in cui un genitore fruisce di una delle misure di cui ai commi 1 o 2, ovvero svolge anche ad altro titolo l’attività di lavoro in modalità agile o comunque non svolge alcuna attività lavorativa, l’altro genitore non può chiedere di fruire di alcuna delle predette misure.
  5. Il beneficio di cui al presente articolo può essere riconosciuto per periodi compresi entro il 31 dicembre 2020.

Questo è quanto riportato in Gazzetta Ufficiale, basterà a dissipare i numerosi dubbi dei genitori e sostenerli in caso di necessità?

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.