People Management

Riorganizzare il personale attraverso la flessibilità dell’orario di lavoro

Indovinami, indovino, tu che leggi nel destino: l’anno nuovo come sarà?

Inizia così una poesia di Gianni Rodari, nella quale ribadisce le ovvietà dell’anno, il susseguirsi dei giorni, dei mesi, delle stagioni ma soprattutto una cosa fondamentale che non si può trovare scritta da nessuna parte: l’anno nuovo sarà come gli uomini lo faranno.

Ognuno, quindi, è artefice del proprio destino. E ogni imprenditore è di buona norma artefice del destino della sua impresa. Le decisioni che prende influenzano l’andamento.

Così, arrivati all’ultimo mese di questo strano 2020 è tempo di bilanci, ma soprattutto è tempo di pianificare le attività e gli obiettivi per il prossimo anno.

Tempo di pensare anche alla possibile riorganizzazione del personale, introducendo ad esempio la flessibilità dell’orario di lavoro.

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A tal proposito, esistono diverse possibilità per coniugare lavoro e vita privata, tenendo sempre in considerazione le esigenze dei lavoratori.

Vediamo qualche esempio.

Una opportunità potrebbe essere quella di agire su permessi e congedi già presenti a livello normativo ed estenderli concedendo periodi aggiuntivi. Nel nostro ordinamento, oltre ai congedi per maternità, ci sono congedi per il padre che sono limitati a solo sette giorni, oppure i permessi per la malattia del figlio che normalmente non sono retribuiti e solo se l’età del figlio è inferiore a tre anni non ci sono limiti temporali per utilizzarlo, se il figlio è più grande i genitori possono assentarsi nel limite di cinque giorni lavorativi all’anno.

Altra iniziativa è legata alla vera e propria flessibilità negli orari di entrata e uscita dal lavoro. Diversi sono i vantaggi legati a questa opportunità, ad esempio la gestione degli orari scolastici senza lo stress di arrivare sul posto di lavoro dovendo rispettare un orario rigido. Oppure la possibilità di coniugare attività extra lavorative in totale armonia.

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Anche l’inserimento di questa articolazione differente è flessibile: infatti, ci sono diversi modi. Uno, ma non il solo, potrebbe essere quello di stabilire delle fasce orarie in cui prevedere entrata e/o uscita dall’azienda dando quindi la possibilità al lavoratore di organizzarsi come meglio ritiene. Il lavoratore quindi, a seconda dell’entrata al lavoro si regolerà di conseguenza, nel rispetto delle sue ore di lavoro da effettuare, per la gestione dell’uscita.

Ultimo ma non meno importante, regolamentare un vero e proprio smart working: quest’anno ci ha dato la possibilità di inserirlo nelle azienda in modo “improvvisato”, forse è davvero il caso di fermarsi un attimo e ragionare sulle opportunità che ne conseguono e pianificarlo.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.