Lavoratore

Rimaniamo amici…

Luca Furfaro Luca Furfaro

Il welfare aziendale può rappresentare un valido strumento di trattativa per un dipendente in uscita.

Il welfare aziendale può intervenire anche nell’interruzione del rapporto di lavoro per fornire strumenti adatti per una ricollocazione, garantire un periodo cuscinetto con tutele, oppure per sviluppare nuove idee imprenditoriali.

Quante volte si termina una storia d’amore con la promessa di rimanere amici; alcune volte succede e altre no.

Nel campo lavorativo il rapporto di lavoro può avere diverse modalità per interrompersi: bruscamente oppure con una trattativa di uscita incentivata. In questi casi in aiuto possono venire diverse misure di welfare aziendale che possono aiutare la trattativa d’uscita: l’ipotesi più utilizzata è sicuramente quella di un coaching per la ricerca di una nuova occupazione con un progetto di riqualificazione e la ricollocazione. Servizi di outplacement possono essere attività che creano nel dipendente un valore incalcolabile e che comportano invece per l’azienda un costo contenuto.

In quest’ottica esistono anche esperienze di aziende che hanno formato e “spinto” verso l’autoimprenditorialità formando startupper che hanno creato un ecosistema di nuove realtà connesso all’azienda originaria.

Invece di creare “ex” rancorosi si può trovare la modalità per dare spazio alla creatività personale e sviluppare alleati per il futuro.

La formazione sulla creazione d’impresa può essere quindi utile come sistema di welfare in uscita che ha una rilevanza anche territoriale, andando ad alzare il livello imprenditoriale del territorio, e creando quindi un ecosistema fertile a sua volta per l’avvio di nuove attività.

Inoltre una formazione imprenditoriale può fornire al lavoratore maggiore consapevolezza del punto di vista aziendale nell’ottica di condivisione e evoluzione della figura del lavoratore dipendente.

Con minori risvolti, ma comunque apprezzata, vi è la possibilità per il datore di lavoro di garantire delle tutele assistenziali anche nel periodo immediatamente successivo al termine del rapporto di lavoro, dando quindi un periodo cuscinetto alla ricerca di una nuova occupazione.

Ricordando anche che i dipendenti in uscita sono un grande biglietto da visita per la reputazione aziendale.

San Girolamo diceva che un’amicizia finita non è mai stata sincera.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.