Riportiamo il contributo di Gigi Petteni - Segretario confederale Cisl - presente all'interno dell'ultimo lavoro curato da Filippo Di Nardo, "Un welfare aziendale per le donne".

di Gigi Petteni

 

Il welfare aziendale, o meglio secondo la visione del sindacato il welfare contrattuale integrativo, sta progressivamente e significativamente occupando il panorama della contrattazione sia nazionale sia decentrata e, più in generale, costituisce un asse di crescente importanza per una migliore combinazione dei risultati aziendali con il benessere dei lavoratori in quanto persone. Tali strumenti sono stati più recentemente incentivati in modo interessante dalle ultime due leggi di stabilità che hanno permesso di tradurre in servizi di welfare personale, laddove definiti dalla contrattazione collettiva, gli incrementi dei premi di produttività aziendali, realizzando una netta convenienza fiscale e una estensione, rispetto al passato, dei servizi di welfare contemplati in questa schiera di soluzioni.

Ma a mio avviso siamo di fronte a una tendenza forte che, al di là dei singoli incentivi, certamente opportuni per moltiplicare in poco tempo il numero di soggetti coinvolti da queste misure, trae origine soprattutto dalla diversa e migliore combinazione che il fattore lavoro trova sempre più all’interno dell’impresa moderna. In questo non facile post-crisi, nel quale il successo dell’impresa è sempre più determinato dal contributo partecipativo e positivo che i lavoratori possono realizzare, la conciliazione tra vita e lavoro è diventata una leva sempre più sensibile e centrale della vita dell’impresa, e non più solo un modo per realizzare la responsabilità sociale d’impresa. Detto in termini più diretti, le aziende hanno sempre più bisogno di lavoratori motivati. Contribuire al benessere e al giusto equilibrio fra vita professionale e vita familiare è diventato un tassello importante per molte aziende produttive. È un cambiamento copernicano, certo graduale e non diffuso in modo uniforme nel tessuto produttivo ed economico, ma destinato a orientare e a selezionare le imprese e i settori di successo.

Se fino a ieri produttività aziendale si traduceva spesso in scelte che confliggevano con i bisogni delle persone e delle donne (meno pause, lotta serrata all’assenteismo, aumento delle flessibilità orarie a dismisura) oggi sempre più si affermano condizioni che possono cambiare questo storico assetto problematico. Nella grande e galoppante esplosione del welfare integrativo, la popolazione lavorativa femminile è...

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