Quando i benefit diventano le società

Luca Furfaro Luca Furfaro

La società benefit (SB) è una nuova tipologia d’impresa che, oltre allo scopo di lucro e di divisione degli utili tra gli azionisti, si pone un obiettivo sociale.

Il welfare è in continua evoluzione, il benessere ed il prendersi cura delle persone sta riuscendo a mescolarsi con il raggiungimento di fini prettamente economici. Valori sociali e ambiente trovano ora spazio anche all’interno dei bilanci economici delle aziende; ma esiste quel “passo in più”, l’evoluzione delle “normali” società in benefit corporation. La società benefit (SB) è una nuova tipologia d’impresa che, oltre allo scopo di lucro e di divisione degli utili tra gli azionisti, si pone un obiettivo sociale, ossia quello di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera. 

Le società benefit devono quindi seguire standard più elevati rispetto ai classici canoni delle società di lucro, prefissandosi tre obiettivi fondamentali: scopo, responsabilità e trasparenza. Lo scopo fa riferimento sia al perseguimento dello scopo di lucro che alla ricerca di un valore condiviso e di un impatto positivo nei confronti della società. La responsabilità allude alla creazione di un valore sostenibile per tutti gli stakeholders nel lungo periodo. Infine, la trasparenza, rimanda all’obbligo di fornire report annuali su risultati, progressi e attività future della società benefit. Non ci troviamo quindi di fronte ad una “no profit” ma ad una società che rincorre il profitto ma affiancandolo ad un comportamento etico ed allo sviluppo anche di altri scopi che non riguardano il mero ritorno economico.

La forma giuridica di società benefit può essere attribuita a tutte le società previste dal Codice Civile e quindi sia alle società a scopo di lucro (ss, snc, sas, spa, srl, sapa) che alle società con fine mutualistico (es. cooperative). Inizialmente nata negli Stati Uniti d’America, dal 2016 la società Benefit è presente anche in Italia; la sua diffusione nel nostro paese ha inizialmente interessato piccole società, soprattutto di servizi, che hanno votato la loro attività ad una pluralità di obiettivi. Di pochi mesi fa un importante annuncio da parte della Illy spa che ha deciso di diventare una società Benefit: si tratta del primo esempio di una grande multinazionale Italia che sceglie di non perseguire solo l’utile ma di affiancare, da statuto, una responsabilità sociale.

Oggi, con la crisi legata al Covid-19, forse mai come prima, possiamo affermare l’assoluta importanza ed anzi la necessità che la crescita e lo sviluppo delle aziende segua un percorso che sia in armonia con ambiente e territorio e che risponda anche a necessità sociali. 

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.