Lavoratore People Management Welfare

Prima le donne ed i bambini

Luca Furfaro Luca Furfaro

In tema di lavoro agile si parla esclusivamente di lavoratrici e non di lavoratori, relegando quindi il sostegno alla famiglia alla sola madre.

La proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021 porta con se una serie di misure connesse al lavoro agile. Sino al 31 dicembre 2020 difatti si potrà accedere a tale modalità di lavoro senza necessità di un accordo individuale (previsto dalla Legge 81/2017). Inoltre sono previste una serie di priorità e diritti volti ad aiutare il lavoratore nella conciliazione delle esigenze familiari con quelle lavorative.

Come abbiamo più volte avuto modo di dire, il lavoro agile è una modalità di lavoro che, vista la flessibilità nei tempi e nei luoghi, permette di conciliare i tempi di vita e di lavoro. Sul punto occorre comunque sottolineare come non si debba confondere la conciliazione dei tempi con una sovrapposizione dei tempi.

Occorre bene distinguere tempo di vita e tempo di lavoro, per non incorrere in quella che alcuni studiosi hanno chiamato “time porosity”, ossia il mescolare la vita lavorativa con quella personale.

La normativa emergenziale sul punto ha studiato una serie di diritti e di priorità per i lavoratori con particolari situazioni.

In particolare è previsto un diritto (art. 39 DL 18/2020 conv. in L. 27/2020) ai lavoratori dipendenti disabili (art. 3, c. 3, L. 104/92) o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità, ma anche per i lavoratori genitori di figli under 14 nel caso in cui venga disposto dall'ASL territorialmente competente un periodo di quarantena a carico del figlio.

Tali diritti sono validi, ad oggi, sino al 31 dicembre 2020; dopo tale data si potrà però ancora accedere a priorità per alcuni soggetti; ed è in realtà su tale priorità che mi vorrei soffermare.

Nella Legge 81/2017, istitutiva del lavoro agile, viene riconosciuta la priorità alle richieste di esecuzione del rapporto di lavoro in modalità agile provenienti dalle lavoratrici nei 3 anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità (art. 16 D.Lgs. 151/2001). La norma parla esclusivamente di lavoratrici e non di lavoratori, escludendo quindi gli stessi seppure nelle medesime condizioni di assistenza e relegando quindi il sostegno alla famiglia alla sola madre. In un’ottica più egualitaria e dando la possibilità reale alle donne di conciliare i tempi famiglia lavoro sarebbe necessario dare la possibilità alle stesse di demandare ad altri alcune necessità familiari. Si immagini poi la casistica delle lavoratrici impossibilitate al lavoro agile per la natura della prestazione, un valido aiuto potrebbe arrivare dai relativi compagni che magari hanno tale possibilità, non richiedendo quindi l’assenza dal lavoro.

Si auspica che, visto anche il forte incremento nell’utilizzo della modalità di lavoro agile, vi possa essere un intervento volto ad agevolare anche i lavoratori con particolari necessità familiari, il tutto proprio per riconoscere il ruolo centrale della donna nel mondo del lavoro. Ma non bisogna dimenticare che le aziende possono facilitare comunque tale processo riconoscendo a loro discrezione ulteriori priorità, magari equiparando lavoratrici e lavoratori nella gestione delle necessità familiari. Anche in questo caso ci troviamo di fronte alla possibilità, con “poco”, di prestare una maggiore attenzione alle dinamiche di conciliazione dei tempi famiglia lavoro.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.