Welfare Worklife Integration

Più mobilità per tutti

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

Del post lockdown è rimasto oltre allo smartworking un altro tema caldo: quello riguardante gli spostamenti casa-lavoro.

Infatti, durante il periodo di intenso utilizzo di remote working si è registrato ovviamente un calo degli spostamenti, del traffico e dell’inquinamento rendendo così l’ambiente esterno decisamente migliore.

Per mantenere i benefici acquisiti sarebbe utile ripensare ai mezzi con cui giornalmente i lavoratori si recano sul posto di lavoro e magari incentivare quelli eco-friendly.

Interessante è quindi la risposta n. 293 dell’Agenzia delle Entrate rilasciata lo scorso 31 agosto in riferimento al corretto trattamento fiscale del “bonus mobilità”.

Il bonus mobilità in questione rientra nel "Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro" con lo scopo di attuare azioni volte alla riduzione del numero di autoveicoli privati in circolazione e favorirne la sostituzione con mobilità ciclistica o pedonale, trasporto pubblico locale e uso condiviso e multiplo dell'automobile.

Tra le azioni proposte vi sono la cessione a titolo gratuito di "buoni mobilità" e/o concessione di agevolazioni tariffarie relative a servizi pubblici o di incentivi monetari ai lavoratori e agli studenti che usano mezzi di trasporto a basse emissioni rispettivamente nel tragitto casa-lavoro e casa-scuola.

Da qui l’idea di un Comune, proprio in attuazione di questo piano, di erogare ai dipendenti che aderiscono all'iniziativa di utilizzare la bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro anziché l’auto di corrispondere un incentivo economico pari a euro 0,25/km, con un tetto massimo all'importo del "buono mobilità" di 50 euro/mese ed erogato in un'unica soluzione.

Questo buono mobilità, si legge all’interno della risposta dell’Agenzia delle Entrate, è inteso come voucher prepagato valido per l'acquisto di beni e servizi connessi allo sviluppo di forme di mobilità sostenibile quali biciclette, abbonamenti di car sharing o bike sharing, titoli di viaggio sul trasporto pubblico locale, contribuzioni all'abbattimento del costo annuale dell'abbonamento al trasporto pubblico locale.

La particolarità è che il dipendente non fruisce né di un servizio di trasporto per il tragitto casa-lavoro-casa, né di somme per l'acquisto di abbonamenti per il trasposto ma di un valore economico corrisposto dal datore di lavoro.

Da qui nasce il dubbio, lecito, su come questa somma debba essere trattata. Infatti, il buono mobilità concorre alla formazione della base imponibile del reddito di lavoro dipendente dei lavoratori cui viene corrisposto, in forza del principio di onnicomprensività, ma allo stesso tempo, non concorre a formare il reddito se il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati sia complessivamente di importo non superiore nel periodo d'imposta a € 258.23 , ovviamente se tale valore è superiore al limite lo stesso concorre interamente a formare il reddito come previsto dall’art. 51 c. 3 TUIR.

Viene quindi equiparato ad un fringe benefit e pertanto è indispensabile effettuare la verifica per il superamento del limite di cui sopra in riferimento al periodo di imposta in cui lo stesso viene erogato per definirne appunto l’esclusione o meno.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.