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Orientarsi dopo la quarantena

Luca Furfaro Luca Furfaro

L’orientamento lavorativo è un'attività che rientra in un concetto più ampio di impegno sociale per il territorio e per il paese, e può essere dedicato alla creazione di una cultura d’azienda interna ed esterna.

Orientarsi in questo caos pare sempre più difficile; norme a volte incerte e cambiamenti rapidissimi rendono complesso tracciare una rotta per il futuro.

Complessità maggiori le hanno poi i giovani che vogliono entrare nel mondo del lavoro; in questo periodo si sarebbe dovuto svolgere il Salone dell’Orientamento a Bologna, purtroppo rinviato per la crisi sanitaria Covid-19. Un momento di dialogo tra giovani e mondo del lavoro e delle professioni, per confrontarsi e verificare quali potranno essere i nuovi sbocchi professionali. Evento che avrebbe visto protagonista anche la professione del consulente del lavoro.

Perché parlare di orientamento come una forma di welfare? In primis perché l’orientamento è un'attività che rientra in un concetto più ampio di impegno sociale per il territorio e per il paese, in secondo luogo perché l’orientamento può essere dedicato alla creazione di una cultura d’azienda interna ed esterna.

Senso d’appartenenza, conoscenza e orgoglio possono nascere anche attraverso il semplice raccontare la propria attività e la propria azienda, inoltre ci troviamo di fronte ad attività che possono svolgere un importante funzione comunicativa: comunicazione degli obiettivi aziendali, comunicazione della responsabilità sociale, comunicazione anche di tutte quelle che sono le forme di welfare aziendale attuato in azienda.

Al termine di questa quarantena usciamo, comunichiamo all’esterno quello che è il valore sociale delle nostre aziende e orientiamo i giovani verso quello che può essere un percorso utile alla comunità e alla nostra azienda.

Sarà quindi possibile la partecipazione ad eventi come il Salone dell’Orientamento o anche la visita presso istituti scolastici ( si veda ad esempio il progetto TalenTo di Yes4To) o iniziative di apertura delle aziende con visita da parte dei parenti del personale e anche soggetti esterni.

Ci potranno poi essere anche attività che vadano ad orientare soggetti esterni, o familiari dei dipendenti verso attività utili all’azienda stessa ai fini della creazione di una filiera corta e socialmente sostenibile.

Approfittiamo di questo tempo a casa per progettare le azioni future che dovranno basarsi su valori propri del welfare aziendale: sostenibilità, solidarietà e tutela della salute ricordando le tre regole del lavoro dei Albert Einstein:

1. Esci dalla confusione, trova semplicità.

2. Dalla discordia, trova armonia.

3. Nel pieno delle difficoltà risiede l'occasione favorevole.

#andràtuttobene

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.