Lavoratore

Mario e il bonus 100 €

Luca Furfaro Luca Furfaro

Il welfare aziendale ha una finalità principalmente sociale e sussidiaria al primo welfare... Deve però essere pianificato in modo corretto ai fini della capacità contributiva.

Così come il piccolo Mario, idraulico baffuto di Super Mario Bros, girovagava per i vari scenari del videogame alla ricerca di bonus, anche il dipendente deve ricercare i diversi bonus fiscali per aumentare la propria capacità di acquisto.

La legge di Bilancio 2020 ha accantonato i fondi per una ridefinizione del cuneo fiscale; tale misura paventava risparmi per i lavoratori fino ai 35.000 euro.

Con il decreto legge n. 3 del 2020, si è data attuazione alle misure in merito alla riduzione del cuneo fiscale

Tale modifica normativa riconosce una somma di importo pari a 600 euro, a titolo di trattamento integrativo che non concorre alla formazione del reddito, in favore dei lavoratori dipendenti il cui reddito complessivo non è superiore a 28.000 euro. Il tutto varrà a partire da luglio 2020, e quindi per un periodo di 6 mesi, sono stati stanziati fondi pari a tre miliardi quest’anno, che aumenteranno fino a 5 miliardi nel 2021.

Sostanzialmente, dal mese di luglio viene cancellato il bonus 80 euro ed inserito il trattamento integrativo di 100 euro al mese sino al 31/12/2021, in attesa di una ridefinizione dell’intero sistema delle detrazioni. Inoltre solo per il 2020 è stata prevista un’ulteriore detrazione per i redditi superiori a 28.000 ma che in ogni caso rimangono inferiori ai 40.000.

Tal misura va, almeno per il 2020 e 2021, ad aumentare per alcune fasce quanto percepito in busta. Spesso le prestazioni di welfare vengono ricordate soprattutto per la capacità di andare ad azzerare il cuneo fiscale.

Tale modifica non intacca quello che è uno dei vantaggi delle prestazioni di welfare aziendale, difatti il non rientrante nella base imponibile continuerà a mantenere le prestazioni di welfare vantaggiose nei conteggi per la spettanza del trattamento integrativo. Inoltre, dal 2021, se la norma verrà cosi confermata ci sarà un pericolosissimo sistema on/off al superamento dei 28.000 euro. Difatti, secondo l’attuale previsione, un aumento di reddito da 28.000 euro a 28.001 potrebbe costare ad un dipendente la perdita di 1.200 euro netti di bonus.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.