Welfare

Lo smartworker in pigiama

Luca Furfaro Luca Furfaro
Come lavora uno smartworker? Se lo immaginiamo a casa, con pantofole e pigiama di Hello Kitty forse non abbiamo ancora capito che cosa intendiamo per smartworking.

Come abbiamo più volte detto esistono delle componenti fondamentali del lavoro agile (Le 3 B in Inglese) che si rifanno alla cultura, agli spazi ed alla tecnologia. Proprio su questo ultimo aspetto vorrei focalizzare il mio intervento; un aspetto sul quale anche la normativa, con la L. 81/2017, si è soffermata auspicando un possibile utilizzo.

In realtà si tratta più di un indispensabile utilizzo, poiché lo smartworker è un lavoratore che padroneggia e sfrutta gli strumenti tecnologici in maniera tale da renderlo maggiormente efficiente.

Tecnologia hardware e tecnologia software sono alla base del lavoratore agile che ha la necessità di collaborare a distanza con il proprio team. Per questo motivo la scelta degli strumenti riveste un’importanza fondamentale per la riuscita della modalità di lavoro.

Tool per la collaborazione come Trello, Slack, Asana o anche i prodotti della suite Google (Drive, Docs, Sheets, Calendar, etc) con sistemi di collegamento veloce che permettano di sfruttare al meglio le performance dei diversi programmi.

Skype, Zoom, Appear e GoToMeeting sono invece alcune delle piattaforme di comunicazione più utili e efficaci. Tali strumenti permettono di realizzare riunioni web audio/video da qualsiasi dispositivo e permettono la condivisione del proprio schermo per poter mostrare ai partecipanti qualsiasi tipologia di contenuto.

Esistono inoltre Software Gestionali specifici che ogni organizzazione utilizza nella gestione di una certa unità organizzativa.

Lo smartworker perfetto sarà quindi dotato di personal computer portatile, adattatori per la gestione dei diversi device ed inoltre, sempre per rendere maggiormente produttivo il lavoratore, esistono anche implementazioni hardware quali ad esempio cuffie wireless per isolarsi dall’ambiente circostante e per ottimizzare le riunioni da remoto. Infine, se il lavoro viene svolto sempre in movimento potrebbe anche essere necessaria un hot spot ed una power bank adeguata per rimanere sempre connessi e carichi.

Come abbiamo più volte detto esistono delle componenti fondamentali del lavoro agile (Le 3 B in Inglese) che si rifanno alla cultura, agli spazi ed alla tecnologia. Proprio su questo ultimo aspetto vorrei focalizzare il mio intervento; un aspetto sul quale anche la normativa, con la L. 81/2017, si è soffermata auspicando un possibile utilizzo.

In realtà si tratta più di un indispensabile utilizzo, poiché lo smartworker è un lavoratore che padroneggia e sfrutta gli strumenti tecnologici in maniera tale da renderlo maggiormente efficiente.

Tecnologia hardware e tecnologia software sono alla base del lavoratore agile che ha la necessità di collaborare a distanza con il proprio team. Per questo motivo la scelta degli strumenti riveste un’importanza fondamentale per la riuscita della modalità di lavoro.

Tool per la collaborazione come Trello, Slack, Asana o anche i prodotti della suite Google (Drive, Docs, Sheets, Calendar, etc) con sistemi di collegamento veloce che permettano di sfruttare al meglio le performance dei diversi programmi.

Skype, Zoom, Appear e GoToMeeting sono invece alcune delle piattaforme di comunicazione più utili e efficaci. Tali strumenti permettono di realizzare riunioni web audio/video da qualsiasi dispositivo e permettono la condivisione del proprio schermo per poter mostrare ai partecipanti qualsiasi tipologia di contenuto.

Esistono inoltre Software Gestionali specifici che ogni organizzazione utilizza nella gestione di una certa unità organizzativa.

Lo smartworker perfetto sarà quindi dotato di personal computer portatile, adattatori per la gestione dei diversi device ed inoltre, sempre per rendere maggiormente produttivo il lavoratore, esistono anche implementazioni hardware quali ad esempio cuffie wireless per isolarsi dall’ambiente circostante e per ottimizzare le riunioni da remoto. Infine, se il lavoro viene svolto sempre in movimento potrebbe anche essere necessaria un hot spot ed una power bank adeguata per rimanere sempre connessi e carichi.

Si, poi non dimentichiamo la cara e vecchia carta e penna…

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.