People Management

Lavoro di squadra al tempo del COVID-19

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

È forse in questa situazione (assurda) che emergono tanto le capacità del leader nel tenere unita la sua squadra, quanto le riflessioni dei lavoratori sul loro benessere all’interno dell’azienda.

Durante questa quarantena forzata mi sono imbattuta casualmente in un’interessante intervista a Michael Jordan e una sua frase mi ha colpito “con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati.”

Inevitabilmente ho traslato la sua citazione in ambito lavorativo, in cui ogni azienda può essere assimilata ad una squadra e solo se i suoi componenti sono affiatati e coordinati possono portare al raggiungimento dell’obiettivo finale.

Ma è noto che il buon funzionamento della squadra dipende anche dal suo allenatore.

In azienda, quindi, il buon funzionamento del team dipende dal suo leader e dalle strategie che mette in atto.

Innanzitutto, il ruolo del leader in ambito risorse umane è quello di attirare le persone e una volta attratte saperle trattenere con la giusta motivazione proprio perché non deve mai mancare la consapevolezza che le persone che formano la squadra sono l’elemento vincente.

Allo stesso tempo questa corretta strategia comporta un enorme vantaggio anche all’azienda: limita il turnover dei dipendenti che ha un costo molto elevato in termini non solo economici ma anche di tempo speso per la formazione della risorsa.

Nel tempo è emerso più volte che la sola leva economica non è sufficiente, certo una gratifica in termini di retribuzione è sempre ben accetta dai lavoratori ma non è il solo ed unico stimolo e soprattutto ci potrà sempre essere qualche altra azienda pronta a rilanciare l’aspetto economico e portare via la risorsa.

Il leader lungimirante deve pensare, invece, al benessere dei suoi lavoratori in tutti i vari ambiti. Come in tutte le relazioni, anche in ambito lavorativo se il dipendente si sente apprezzato, valorizzato e “coccolato” non avrà interesse nel cercare una nuova occupazione.

La maggior attenzione deve essere quindi posta al benessere organizzativo in cui si fondano benessere personale e lavorativo: comfort dell’ambiente di lavoro, sicurezza nello svolgimento della prestazione, ma anche arricchimento e soddisfazione professionale e maggiore conciliazione tra vita privata e lavorativa.

Questi aspetti però sono anche i primi che devono essere rivisti e aggiornati al tempo del COVID19.

È forse in questa situazione (assurda) che emergono tanto le capacità del leader nel tenere unita la sua squadra, quanto le riflessioni dei lavoratori sul loro benessere all’interno dell’azienda.

Mettere in atto tutte le accortezze possibili per far lavorare i dipendenti in sicurezza, attuare smart working laddove possibile, tenersi costantemente in contatto con il singolo lavoratore per interessarsi non solo dello stato avanzamento lavori ma anche delle sue condizioni di salute, e perché no, psicologiche dovute alla quarantena, organizzare riunioni in cui ci si scambiano informazioni lavorative e non, fanno sentire il dipendente importante prima come persona e poi come lavoratore. Aspetti che sicuramente avranno il loro peso nella valorizzazione dell’azienda una volta che tutto tornerà alla normalità.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.