Azienda Lavoratore Welfare

Lascia o raddoppia

Luca Furfaro Luca Furfaro

Interessante eccezione (per ora provvisoria) ai limiti imposti dall'art. 51 c. 3 del TUIR.

Lascia o raddoppia era un programma del compianto Mike Buongiorno, il D.L. Agosto passa la limitazione dei benefit dalle vecchie 500.000 lire ad 1.000.000 di lire, proprio come avveniva nel programma TV.

Ma andiamo con ordine, dobbiamo ricordare come la disciplina della determinazione del reddito di lavoro dipendente sia contenuta all’interno dell’art. 51 del T.U.I.R, il quale, al primo comma, prevede il principio di onnicomprensività, nel senso che tutte le erogazioni da parte del datore di lavoro e a favore del dipendente debbano costituire reddito imponibile; mentre i commi successivi individuano le relative deroghe.

Tra queste si richiama il comma 3 dell’art. 51 T.U.I.R relativo alle “erogazioni in natura”, ovvero tutti quei beni e servizi in natura ceduti dal datore di lavoro ai propri dipendenti, i quali non concorrono alla formazione del reddito se non superano una determinata soglia imposta dalla legge: soglia oggetto di revisione dal c.d. “decreto Agosto” n. 104/2020.

Con l’art. 112 del Decreto Legge 14 agosto 2020 - rubricato “Raddoppio limite welfare aziendale anno 2020” – si va quindi ad incrementare il valore dei beni forniti e dei servizi prestati dall’azienda ai lavoratori dipendenti che non concorre alla formazione del reddito, passando così da 258,23 euro ad un importo pari al valore di 516,46 euro. Rubricare un articolo “raddoppio limite welfare aziendale”, e parlare invece di benefit in realtà è tecnicamente sbagliato.

Si parla però di una provvisoria eccezione della norma, in quanto, proprio la formulazione letteraria prevede specificamente che questa modifica abbia valore limitatamente al periodo d’imposta 2020.

Rimane invece sostanzialmente invariata la previsione secondo cui, in caso di superamento del nuovo limite, l’intero valore dei beni ceduti e dei servizi prestati concorre alla formazione del reddito imponibile (non solo quindi per l’eccedenza rispetto a tale cifra).

La modifica normativa prevede però il vincolo di tenere in considerazione l’esistenza di altri rapporti di lavoro e la fruizione di altri benefit, in modo tale da tenere sotto controllo il valore previsto per legge.

In tale limitazione rientrano tutti i beni ed i servizi in natura erogati ai dipendenti ed anche i buoni spesa o carburante.

L'esclusione dal reddito opera anche se la liberalità è erogata ad un solo dipendente, non essendo più richiesto l’erogazione alla generalità o a categorie di dipendenti, e da un punto fiscale è necessario sottolineare come, nel caso di buoni, gli stessi rilevino al momento dell’acquisto e non dell’utilizzo. E’quindi importante comunicare ai dipendenti questa novità per dargli modo eventualmente di utilizzare questa deroga. Lasciate o raddoppiate?

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.