La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi muoverti.

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

Il work life balance è, ed è stato, un concetto chiave in tante aziende: trovare il giusto equilibrio tra sfera lavorativa e sfera personale, tentare un bilanciamento fra lavoro e vita privata.

Per molto tempo vi è stata una netta distinzione tra vita privata e sfera lavorativa. Così il classico orario rigido di lavoro impostato su lunedì – venerdì dalle 08:00 alle 17:00 permetteva di scindere in modo preciso la porzione di giornata da dedicare al lavoro e quella da dedicare a famiglia, passioni, tempo libero.

Il work life balance è stato un concetto chiave in tante aziende: trovare il giusto equilibrio tra sfera lavorativa e sfera personale, tentare un bilanciamento fra lavoro e vita privata, ma il “giusto equilibrio” diventa difficile da realizzare se rimangono degli schemi prefissati quali orari e luoghi di lavoro. Al tempo stesso non si può parlare di equilibrio perché non sono due elementi scollati tra di loro nella vita di ciascuna persona; il work life balance cede il posto al work life integration: integrazione fra vita privata e vita lavorativa. Integrazione, fusione, completamento, non più distinzione, separazione, distribuzione dei tempi.

La continua evoluzione dell’uomo, della tecnologia, dell’attività lavorativa descrive nuovamente gli equilibri, proprio come sostiene il premio Nobel per la fisica Albert Einstein: per mantenere l’equilibrio devi muoverti. Bisogna essere elastici nel riorganizzare tempi di vita e di lavoro.

Integrare tempi di vita e lavoro può diventare un modello per aumentare la produttività, purché cambi la mentalità imprenditoriale. Non si deve valutare un lavoratore per le ore spese dietro la scrivania, il rischio è che gli obiettivi vengano portati a termine ma con un lasso temporale dilatato in termini di produttività. Certo, il datore di lavoro si deve fidare anche di quello che non vede ma per fare ciò deve responsabilizzare i suoi lavoratori, farli sentire completamente parte dell’azienda. Come? Condividendo progetti, tempistiche, risultati.

Allo stesso tempo un’ottimale work life integration funziona solo se le esigenze dei lavoratori vengono accolte completamente in modo da poter gestire tutte le attività, personali e non in modo funzionale.

Questo vuol dire, anche e soprattutto, rispetto dei momenti di disconnessione dei lavoratori.

Non fissare riunioni o call, che in questo periodo hanno preso il sopravvento, in momenti in cui il lavoratore non è disponibile, oppure di sabato o domenica con la scusa “si, è questione di un attimo!”.

Il lavoratore integra all’interno della sua quotidianità il lavoro ma questo non deve prevalere altrimenti il rischio è quello di aumentare in modo considerevole lo stress e ribaltarlo completamente nella qualità della vita, peggiorandola.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.