Lavoratore People Management

La scuola ad ostacoli

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

La riapertura della scuole è, o dovrebbe essere imminente. Tanti i dubbi e le domande al riguardo.

È oramai parecchio tempo che gli studenti sono lontani dalle aule e dai loro banchi di scuola dato che proprio le scuole sono state tra le prime ad essere chiuse alla fine di febbraio. Da allora si sono innescati meccanismi di didattica a distanza più o meno riusciti e malgrado tutto l’anno scolastico è stato portato a termine.

Grandi punti interrogativi sulla possibile ripresa in aula a settembre, ma più si avvicina quel momento più i dubbi si fanno importanti e numerosi, complice anche l’aumento dei contagi.

Ovviamente ci si auspicava la ripartenza dell’anno scolastico senza alcun tipo di ostacolo anche perché sarebbe stato sinonimo di ritorno alla normalità e relativo azzeramento dei contagi. Ma allo stato attuale la ripartenza in aula delle lezioni deve tener necessariamente conto delle raccomandazioni dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute pubblicate lo scorso 21 agosto che prevedono che nel caso in cui un alunno manifesti qualche sintomo vada isolato in un’area apposita, assistito da un adulto che indossi una mascherina chirurgica e che i genitori vengano immediatamente contattati.

A quel punto verrà effettuato il test, che se fosse positivo comporterebbe l’effettuare indagini sull’identificazione dei contatti e si valuteranno le misure da adottare che possono arrivare ad includere anche la quarantena tanto per i compagni di classe quanto per gli insegnanti ma ovviamente anche per i soggetti che rientrano nella definizione di contatto stretto.

Se le misure di precauzione non sono mai troppe da un lato sembra però che si stia facendo “il conto senza l’oste”. Ossia giustissimo individuare procedure da adottare per controllare la situazione ed arginare possibili contagi tra gli studenti e non solo, ma è anche indispensabile individuare strumenti a sostegno delle famiglie che potrebbero trovarsi, ancora una volta, dall’oggi al domani con i figli a casa da scuola e il lavoro da portare avanti.

In un’ottica lungimirante erano elementi che dovevano essere presi in considerazione in parallelo dato che ad oggi sappiamo che i congedi straordinari Covid finiscono il 31 agosto così come il bonus baby sitter, mentre l’accesso di diritto allo smart working per chi ha figli fino a 14 anni termina proprio contestualmente alla riapertura delle scuole.

Si palesano indiscrezioni circa la possibilità di prorogare i congedi straordinari retribuiti e il diritto allo smart working, ma finché questi strumenti non verranno ufficializzati quali strumenti ordinari hanno a disposizione i lavoratori?

Sicuramente i congedi parentali, infatti entro i primi 6 anni di età del bambino spettano per un periodo massimo complessivo, utilizzato tanto dalla madre quanto dal padre, di 6 mesi con un importo pari al 30% della retribuzione media giornaliera calcolata considerando la retribuzione del mese precedente l'inizio del periodo indennizzabile. Superata la soglia dei 6 anni e fino agli 8 se i genitori non hanno fruito prima del congedo, o per la parte residua il congedo sarà retribuito sempre al 30% ma a condizione che il reddito individuale del genitore richiedente risulti inferiore a 2,5 volte l'importo annuo del trattamento minimo di pensione. Superati gli 8 anni fino ai 12 il congedo non è mai retribuito. È evidente che l’utilizzo del congedo con le modalità ordinarie sia alquanto penalizzante, in primo luogo perché molti genitori potrebbero averlo già esaurito e in secondo luogo perché l’età del bambino entro cui il genitore è retribuito è molto bassa.

L’ulteriore possibilità è quella di assentarsi a fronte della malattia del figlio, in modo illimitato se il figlio ha meno di tre anni e per solo 5 giorni entro gli 8 anni, non è in alcun caso retribuita, giustifica semplicemente l’assenza del lavoratore.

Ancora una volta gli strumenti ordinari a disposizione dei lavoratori si dimostrano esigui e molto probabilmente non efficaci per sostenere le esigenze dei genitori che giustamente vogliono poter proseguire la loro attività lavorativa.

Le possibilità per riproporre alcuni strumenti a sostegno, magari rivisitati visto che hanno già avuto un rodaggio nei primi mesi di pandemia, ci sono, speriamo vengano inseriti tempestivamente.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.