People Management

La quiete dopo la tempesta

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

Aspettando che passi la tempesta e torni la quiete, Enti Bilaterali e Regioni sostengono le aziende nell'attivazione dello smart working...

La crisi sanitaria sta mettendo a dura prova molte realtà, soprattutto piccole e medie imprese linfa vitale del mercato italiano.

Dopo ogni tempesta, però, scomodando Leopardi torna sempre la quiete e “torna il lavoro usato”, si riprendono quindi le normali attività.

Va da sé che le realtà aziendali saranno profondamente colpite ed è questa l’occasione migliore per sfruttare varie risorse che enti bilaterali e bandi regionali mettono a disposizione.

In modo particolare vi sono alcune interessanti iniziative legate alla promozione dello smart working, vediamo a tal proposito cosa propongono Ebipro, ente bilaterale per gli studi professionali e le Regioni Lombardia e Lazio.

Ebipro in considerazione dell’emergenza Coronavirus riconosce un contributo ai datori di lavoro iscritti per facilitare l’attivazione dello smart working. Il fondo interviene con un rimborso massimo di 500,00 euro, iva esclusa, in favore del datore di lavoro per le spese sostenute per l’acquisto della strumentazione necessaria legata all’avvio dello smart working. I datori di lavoro devono essere regolarmente iscritti alla bilateralità di settore quindi CADIPROF ed E.BI.PRO., essere in regola con la contribuzione, quale condizione essenziale per l’erogazione del contributo e possedere un’anzianità contributiva di almeno sei mesi continuativi al momento dell’acquisto. L’importo è da intendersi per dipendente e ciascun datore di lavoro può richiedere al massimo cinque contributi.

La domanda deve essere presentata ad E.BI.PRO., sul cui sito si trovano tutte le informazioni dettagliate, entro 60 giorni dall’acquisto dei materiali. Alla domanda devono essere allegati:

  • modulo di richiesta debitamente compilato e sottoscritto dal datore di lavoro iscritto;
  • fatture d’acquisto (indicanti in modo univoco il bene acquistato);
  • ricevuta della comunicazione semplificata riferita all’accordo di smart working.

Il Fondo, previa verifica della regolarità contributiva del datore di lavoro richiedente, provvederà all’erogazione del contributo entro tre mesi dalla presentazione della domanda.

I bandi promossi, invece, da Regione Lazio e Lombardia si rivolgono ad una platea più ampia, rispetto ai soli aderenti a Ebipro.

Sul sito della Regione Lazio è stato reso pubblico il bando per l’avvio dello smart working. Il progetto è sostenuto da un finanziamento di 2 milioni di euro ed è nato proprio per sostenere le imprese, in questo momento di difficoltà, nel favorire il lavoro da casa dando così la possibilità di recuperare parte delle spese sostenute. Possono aderire le imprese iscritte alla Camera di Commercio oppure i soggetti in possesso di partita Iva.  Il contributo varia in relazione al numero totale di dipendenti e delle sedi operative e unità produttive localizzate sul territorio della Regione Lazio, ma può arrivare fino ad un massimo di 22.500 euro per le aziende con oltre 30 dipendenti. Il bando è già aperto e andrà avanti fino ad esaurimento delle risorse.

Non ancora attivo invece il bando previsto da Regione Lombardia, sempre avente come tema lo smart working, che partirà ad inizio aprile. La Regione ha stanziato 4,5 milioni di Euro per promuovere nelle imprese lombarde un modello organizzativo in grado di consentire una maggiore flessibilità in termini di luogo e tempi di lavoro. È un’iniziativa a fondo perduto sotto forma di voucher aziendale, rivolta a datori di lavoro, iscritti alla Camera di Commercio o in possesso di partita Iva, con almeno 3 dipendenti. Le azioni su cui si basa il bando sono due: la maggior parte delle risorse viene destinata ai servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working con relativo accordo aziendale o regolamento aziendale, la restante parte invece serve a supportare le spese legate all’acquisto di strumenti tecnologici.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.