People Management Welfare

La gente non ascolta, aspetta solo il suo turno per parlare.

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

Un efficace piano di welfare parte dall'ascolto.

"La gente non ascolta, aspetta solo il suo turno per parlare"

Questa citazione di Chuck Palahniuk è l’emblema della cattiva comunicazione e mancanza di ascolto tanto nella vita privata quanto sul luogo di lavoro. 

L’ascolto attivo è infatti indispensabile se vogliamo capire e conoscere le necessità e i bisogni delle altre persone. 

Quante volte nella vita di tutti i giorni capita di rivolgere domande in modo automatico e pensare subito dopo ad altro ancora prima che la persona a cui si è rivolta la domanda abbia risposto. Questo succede nella vita personale, figuriamoci all’interno dell’azienda.

Addirittura sul luogo di lavoro molte volte quando vengono poste domande personali non si percepisce interesse da parte dell’interlocutore ma invadenza.

Non c’è abitudine di condividere aspetti della vita privata all’interno del luogo di lavoro e questo caratterizza un clima freddo e asettico oltre a sottolineare quanto poco il datore di lavoro conosca i propri dipendenti.

Tutto questo si riversa nel clima aziendale.

Pensiamo poi se un’azienda così improntata ha intenzione di attivare un piano welfare: poche sono le possibilità che questo duri. 

Infatti un capo saldo della costruzione di un piano welfare nasce dalla buona comunicazione e dall’ascolto attivo delle esigenze dei lavoratori affinché il piano sia il più coerente con queste.

Le modalità per individuare queste necessità e quindi realizzare la fase dell’ascolto sono molteplici e non tra loro alternative. Mutano ovviamente in base alle caratteristiche della singola azienda.

Infatti in una piccola azienda sarà più facile e immediato avviare dei colloqui personali o collettivi, cosa impraticabile in una grande azienda che dovrà adottare un metodo legato ad esempio a questionari in cui vengono espresse preferenze.

Questi sono solo esempi perché le modalità per attuare un sistema di ascolto attivo sono tantissime e devono essere personalizzate in base alle caratteristiche dell’azienda stessa.

La buona riuscita di questa fase, infatti, è la corretta progettazione, dedicare tempo a strutturare questa fase affinché sia proficua nel rilevare davvero le esigenze dei lavoratori. Altrimenti ancora una volta sarebbe solo dimostrare un finto interesse.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.