Diversity Management

Luca Furfaro | 05/11/2018
Diversity Management

Diversity Management Abbiamo già parlato di come l’adozione di un piano di welfare aziendale abbia l’obiettivo di far star bene i lavoratori di un’azienda, soprattutto se si tratta di un piano welfare mirato e studiato in base alle esigenze di coloro che ne usufruiscono.

Abbiamo già parlato di come l’adozione di un piano di welfare aziendale abbia l’obiettivo di far star bene i lavoratori di un’azienda, soprattutto se si tratta di un piano welfare mirato e studiato in base alle esigenze di coloro che ne usufruiscono.

La popolazione aziendale raramente è composta da un gruppo di persone omogenee: tra i dipendenti esistono molteplici diversità, sia primarie che secondarie.

Le prime appartengono direttamente al patrimonio dell’individuo, come ad esempio il genere, l’età, l’etnia. Le seconde fanno riferimento ad elementi modificabili nel tempo, come gli studi, l’orientamento sessuale, le abilità fisiche, l’esperienza di vita aziendale, il reddito.

Per conciliare e gestire attivamente le diversità presenti tra i dipendenti di un’azienda, che si possono scaturire anche da cambiamenti sociali o culturali, si è sviluppato, a partire dagli anni Novanta il ruolo del Diversity Manager, sia nel contesto italiano che in quello estero. Il suo obiettivo principale è quello di includere e armonizzare le diversità presenti tra i dipendenti, eliminando la situazione di disagio che queste potrebbero creare e facendo nascere una situazione di benessere, nella quale chiunque si senta a proprio agio.

Il mezzo utilizzato per portare a termine il compito è quello di fornire all’azienda un cambiamento culturale e organizzativo, superando in positivo le politiche per le pari opportunità.
Il cambiamento organizzativo avviene mediante l’attuazione di politiche innovative, come ad esempio politiche di assunzione di soggetti disabili, l’introduzione del lavoro flessibile, la possibilità di ottenere borse di studio o effettuare dei corsi di formazione e l’estensione del congedo matrimoniale per le coppie omosessuali.

L’introduzione del Diversity Management e delle conseguenti iniziative crea benessere tra gli individui poiché essi lavorano tranquillamente, aumentando la propria efficienza; tutto ciò, oltre a valorizzare i dipendenti in base al proprio talento, consente di aumentare la competitività dell’azienda in quanto influisce positivamente sulla brand reputation.

Perché allontanare o sminuire la diversità? Occorre invece valorizzare quello che rende diversi, per creare ambienti di lavoro più inclusivi e che riescano attraverso questo interscambio ad aumentare la produttività.

Il tutto sorretto da politiche di welfare, che riescano a rendere possibile a tutti di essere produttivi al massimo delle proprie capacità.

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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