People Management Welfare

Io vinco se tu vinci

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

Il welfare aziendale ben gestito è un bell'esempio di strategia win-win.

L’immaginario comune ha sempre fatto credere che il posto di lavoro perfetto non esista. Ma se non esiste non vuol dire che non possa essere creato.

Il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore non è null’altro se non una relazione da costruire passo dopo passo e come qualsiasi altra relazione è basata su compromessi: è indispensabile trovare un accordo per andare avanti, di base la negoziazione tra le parti inizia fin dal colloquio.

Diverse però sono le modalità per raggiungere un accordo tanto che non è fondamentale solo chiudere la trattativa ma anche il come la si chiude e gli effetti collaterali che comporta.

Nonostante le due parti, datore di lavoro e lavoratore, partano da bisogni e necessità differenti si può affermare che abbiano scopi in comune, per questo è indispensabile che le parti adottino un atteggiamento win-win, io vinco-tu vinci, situazione in cui i soggetti coinvolti nella negoziazione al termine soddisfano i propri interessi di partenza oppure, ancora meglio, creano una nuova soluzione che apporti addirittura migliorie alle loro posizioni.

Questo atteggiamento mentale crea fiducia tra le persone e porta a costruire forti legami e condividere valori e desiderio di raggiungere obbiettivi insieme. L’idea che tutti vincano evita conflitti, i quali a loro volta generano incomprensioni che inevitabilmente a lungo andare portano a rotture. In questo clima un lavoratore su cui l’azienda ha investito tempo, risorse, formazione, può decidere di cercare altrove occupazione perché non si sente sufficientemente compreso. Facendo perdere entrambi: l’azienda tempo e risorse, e il lavoratore che a sua volta deve iniziare da zero in una nuova realtà.

Il welfare aziendale se gestito correttamente può essere un esempio di strategia win-win in cui vincono tutti gli attori. L’impresa vince su più fronti, ha un risparmio fiscale ed economico, incrementa la produttività dei suoi dipendenti e la loro fidelizzazione, e generalmente un lavoratore soddisfatto non ha alcun interesse a cambiare lavoro ripagando in questo modo anche gli investimenti in termini non solo monetari ma anche di tempo e formazione spesi per la sua crescita professionale. Allo stesso tempo crea un ambiente di lavoro collaborativo, un clima di fiducia e di benessere.

Il lavoratore oltre a godere di un ambiente favorevole, si sentirà apprezzato, coinvolto nei processi organizzativi, oltre al mero accesso a benefit e riorganizzazione del lavoro secondo le proprie esigenze.

In tutto questo c’è un altro vincitore, che ottiene benefici senza nemmeno aver partecipato alla trattativa, infatti vince anche lo Stato che non si fa più carico completo delle tutele previdenziali, assistenziali e sanitarie perché integrate dalle aziende.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.