Social Innovation

Innovation Toolkit: innovare con metodo anche nel Welfare Aziendale

La trasmigrazione delle informazioni su supporti digitali ha dato un impulso decisivo alla promozione di modelli e processi che potessero convogliare dati e creatività nello sviluppo di nuovi prodotti o servizi. Questo processo ha subito una decisa accelerazione a partire dalla crisi del 2008 con la necessità di promuovere nuove soluzioni per le imprese, le istituzioni e il nonprofit. Allo stesso modo sono cresciuti rapidamente incubatori che utilizzano strumenti di Design Thinking per prototipare soluzioni di innovazione sociale, alcuni dei quali mutuati anche dal mondo del Game Design. Ma di cosa si tratta e come può diventare rilevante anche nei percorsi di sviluppo per il welfare aziendale all’interno delle imprese?

Il Design Thinking per l’innovazione può essere definito come un processo che, attraverso diversi strumenti, permette ad un gruppo di persone di affrontare problemi complessi e trovare soluzioni “non convenzionali”. Il processo segue idealmente quattro fasi che possono essere replicate in successione:

  1. Esplorazione: partendo dal problema, dal tema o dall’oggetto, il gruppo di lavoro esplora tutto il mondo circostante favorendo la rottura e l’immaginazione.
  2. Definizione: una volta raccolti dati e idee, devono essere organizzate e sintetizzate per individuare obiettivi, target e definire un prototipo dell’idea del prodotto o servizio.
  3. Sperimentazione: definito il prototipo, questo verrà sperimentato su un target di clienti/beneficiari definito producendo dati e informazioni utili come nella fase di esplorazione.
  4. Validazione: una volta sperimentato il modello, potrà essere integrato per scalare l’innovazione su ambiti territoriali diversi.

All’interno di ciascuna fase potranno essere usati strumenti di varia natura che facilitano il lavoro del gruppo. Ad esempio, seguendo tecniche “classiche” potrà essere utile approcciare la fase di esplorazione con un Brainstorming che verrà poi definito attraverso Focus Group tematici sui set di parole individuati nel processo di sintesi dei dati raccolti. Tuttavia, la community attraverso il lavoro sul campo e sperimentazioni continue, ha messo a punto degli strumenti operativi in grado di accelerare il processo o focalizzare l’attenzione su singoli elementi o componenti del prodotto/servizio. Per citarne due: HMW (How Might We) che permette di focalizzarsi sul problema e sulle opportunità di risposta allo stesso; il Golden Path che disegna i passaggi fondamentali per raggiungere il valore generato dal servizio. Applicarli al welfare aziendale è possibile e auspicabile soprattutto per favorire processi di innovazione interna in un’ottica di scoperta di risorse per la resilienza dei processi.

Seppur interessanti, queste tecniche rappresentano solo una parte della ricetta. Infatti, dobbiamo pur sempre prestare attenzione alla composizione del gruppo di lavoro: gruppi troppo omogenei potrebbero cadere nella trappola del groupthinkescludendo strade e opzioni altrimenti percorribili ed efficienti, mentre troppo eterogenei potrebbero non favorire la partecipazione di tutti i membri. Ancora più rilevante è il fattore tempo. Seppure il processo in sé possa essere piuttosto breve (anche se non aprioristicamente determinabile essendo troppe le variabili) un tempo ancora maggiore deve essere dedicato alle fasi preparatorie.

Si capisce, allora, la necessità di individuare figure in grado di guidare questi processi, coinvolgere i partecipanti, stimolare la creatività. In particolare, welfare manager con le giuste competenze potrebbero rompere gli schemi formali normalmente applicati da provider e aziende offrendo strumenti concreti per visualizzare i problemi, identificare i bisogni e disegnare risposte partecipate e sartoriali.


Riferimenti:

Design Sprint di Google: https://designsprintkit.withgoogle.com/methodology/overview

Particolarmente interessanti le risorse messe a disposizione dal network delle nazioni unite sull’innovazione (UNIN United Nation Innovation Network) https://www.uninnovation.network/un-innovation-toolkit

La biblioteca del consiglio europeo con risorse utili https://consilium-eureka.hosted.exlibrisgroup.com/primo-explore/search?vid=32CEU_VU1

Alberto Frasson
Alberto Frasson

Con una laurea in Scienze Giuridiche ed una in Politiche e Servizi Sociali, oltre ad esperienze lavorative in uffici di consulenti del lavoro e commercialisti, adotta uno sguardo alternativo sul Welfare Aziendale. Al momento collabora con Well-Work nella progettazione di servizi innovativi. Per questo cerca di andare fuori dagli schemi, dissentire e deviare; in una parola sperimentare soluzioni nuove per affrontare le sfide sociali del futuro. Non gli piace stare fermo e lo chiamano "Il Picchio" perché rompe fino a fare il buco!