People Management

Il welfare una leva per l’engagement

Luca Furfaro Luca Furfaro
Non sempre i numeri e le indagini riescono a cogliere le possibilità ed i possibili sviluppi di un settore come il welfare aziendale; spesso i numeri arrivano dopo che il risultato è stato raggiunto frutto di una visione illuminata di alcune organizzazioni.

Ma dalle indagini possiamo ricavare un quadro su quello che potrà essere l’aumento di importanza delle tematiche connesse al welfare aziendale in un contesto come quello dell’attrazione dei talenti.

Innanzitutto, dobbiamo comprendere quali saranno i principali attori del mercato del lavoro; secondo alcune stime oltre la metà della popolazione lavorativa attiva sarà formata da millennial entro il 2025.

Inoltre, per quanto possa sembrare in contrasto con lo sviluppo di tecnologie sempre più evolute, la risorsa umana rimarrà centrale nel mercato del lavoro, ed anzi acquisirà sempre maggiore valore sulle attività di alto livello.

Già oggi, secondo una ricerca AT Kearney, il 71% delle aziende ritiene che uno dei principali motivi per lo sviluppo di un piano di Welfare sia l'opportunità di attrarre talenti.

Ma come si attraggono i talenti in azienda?

Sempre secondo alcune ricerche i fattori principali per attrarre talenti sono:

  • la reputazione dell’azienda;
  • un lavoro sfidante ed il riconoscimento degli obiettivi raggiunti;
  • la retribuzione allineata e competitiva rispetto al mercato di riferimento;
  • opportunità di carriera e di formazione;
  • la possibilità di conciliare i tempi di vita e di lavoro.

Tutti questi elementi possono essere sviluppati attraverso l’implementazione di un piano di welfare aziendale. Mostrare attenzione per il benessere dei propri collaboratori e la responsabilità sociale aziendale condurrà l’organizzazione in un percorso di posizionamento tale da permettergli agilmente di arrivare ai migliori talenti.

In quest’ottica è importante lavorare soprattutto per le piccole realtà che devono risultare competitive anche con più blasonati brand. Per le PMI, che necessitano di talenti che vadano a sviluppare un management nuovo ed in crescita, occorrerà lavorare sui fattori che li differenziano dalle grandi realtà e che possono divenire una leva per l’engagement, andando a gestire in maniera organizzata un politica di cura della persona in azienda e di sviluppo delle professionalità, comunicando in maniera chiara valori ed obiettivi aziendali.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.