Welfare

Il premio di risultato detassato

Francesca Zucconi Francesca Zucconi
La Legge n. 208/2015 ai commi da 182 a 189 dell’art. 1 ripropone dal 2016 la detassazione dei premi di risultato in via non più sperimentale.

Su tale premio i lavoratori vedranno applicata una ritenuta a titolo d’imposta del 10% invece della tassazione ordinaria calcolata secondo gli scaglioni di reddito.

Inizialmente i vincoli legati all’erogazione del premio erano di tipo soggettivo del lavoratore, che non doveva avere un reddito superiore a 50.000 euro ed oggettivo del premio che non poteva essere superiore a 2.000 euro.

Con la Legge di bilancio 2017 sono stati aumentati questi limiti in euro 3.000 l’importo del premio e 80.000 euro quello del reddito.

Questi paletti però non sono gli unici, infatti ci sono degli altri vincoli da rispettare.

In primo luogo, l’art. 1, co. 182 che definisce agevolabili “i premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili”.

Parafrasando la norma questi incrementi possono consistere in aumento della produzione, risparmio di fattori produttivi ma anche miglioramento della qualità dei prodotti “e” dei processi.

Ogni azienda può utilizzare gli strumenti più consoni alla sua organizzazione per ottenere questi incrementi, ma a titolo esemplificativo alcuni strumenti possono essere la riorganizzazione dell’orario di lavoro o l’inserimento di una modalità differente di svolgimento dell’orario come il ricordo al lavoro agile.

Inoltre, gli incrementi dovranno essere valutati rispetto ad un periodo congruo definito dall’accordo e i criteri di misurazione dovranno essere verificabili attraverso indicatori numerici o comunque oggettivi ed obiettivi.

Infine, l’ultimo step riguarda la regolamentazione che deve avvenire mediante accordi di II livello ai sensi dell’art. 51 del d.lgs. 81/2015 ed inoltre depositati telematicamente, entro 30 giorni, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 14 del d.lgs. 150/2015.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.