Convenzione-Lavoratore Lavoratore Welfare

Il pacchetto dell’Agenzia delle Entrate

Luca Furfaro Luca Furfaro

La Risoluzione n. 55/E del 25.09.2020 ha tentato di portare un po' di chiarezza sul corretto trattamento fiscale dei beni e servizi offerti ai dipendenti.

Il 25 settembre 2020, attraverso la Risoluzione n. 55/E, l'Agenzia delle Entrate ha cercato ulteriormente di chiarire il trattamento fiscale dei beni e servizi offerti dalle imprese e dai datori di lavoro ai loro dipendenti nell'ambito di un piano di welfare aziendale. Tale intervento si pone all’interno del variegato mondo di interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate, che a volte nel tentativo di chiarificare modifica i comportamenti e le gestioni sino ad ora intrattenute.

L'intervento dell'Agenzia prova, e in alcuni casi riesce, a fornire un chiarimento su tutte le possibilità di erogazioni di servizi di welfare aziendale.

Tra le altre cose l’Agenzia interviene anche sull’ambito relativo al tempo libero e cultura, settore peraltro attualmente nell’occhio del ciclone per le strette legate al regime emergenziale. L’attività interpretativa si concentra sul caso di servizi e prestazioni, rientranti nel concetto di utilità sociale, che siano realizzati da società esterne all'azienda.

In tal caso, come è oramai noto, il servizio deve essere direttamente gestito dall’azienda e non può essere attuato attraverso una modalità a rimborso. A tal fine l’Agenzia delle Entrate sottolinea nuovamente come il lavoratore debba "essere estraneo" al rapporto economico che intercorre tra l'azienda e il fornitore.

Non è inoltre consentito che il dipendente definisca la prestazione o il servizio con la società esterna, escludendo quindi che sia lo stesso a fare effettuare il preventivo per poi utilizzare il proprio credito welfare. Il tutto si sostanzia nella necessità che siano creati dei “pacchetti” standard da offrire alla platea di lavoratori concedendo agli stessi la scelta in tale elenco. Questo al fine rendere completamente estraneo il dipendente al rapporto con la società fornitrice.

Tale interpretazione, restringe in realtà la flessibilità del welfare senza però andare ad aggiungere nessuna ulteriore tutela alle possibili elusioni in tal campo.

L’attuale contesto storico poi presupporrebbe un aiuto alla fruibilità dei servizi attraverso il welfare aziendale, soprattutto per un rilancio di settori importanti per il paese come quello culturale e turistico.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.