Lavoratore People Management Welfare

Il lavoro che amo

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

La maggior parte della giornata viene trascorsa lavorando. Per questo è importante valutare la qualità piuttosto che la quantità del tempo trascorso al lavoro.

Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo.”

Questa frase di Lev Tolstoj è uno dei miei aforismi preferiti, in poche semplici parole delinea perfettamente l’importanza che assume il lavoro nella nostra vita.

Il lavoro, abbiamo avuto modo di ripetere più volte, deve essere il mezzo attraverso il quale ogni persona può migliorarsi, non solo economicamente ma anche professionalmente e personalmente.  In fin dei conti gran parte della giornata ogni persona la passa lavorando è quindi indispensabile che il tempo trascorso al di fuori della vita privata, sia anch’esso di qualità.

Si, qualità.

Troppe volte il lavoro viene ancora quantificato in termini di quantità. Quante ore di lavoro sono state fatte? Quante di straordinario? Quante di assenza? Poche volte, invece, il datore di lavoro si preoccupa di come sono state eseguite queste ore, perché si è ricorso allo straordinario e perché ci sono state assenze.

La risposta a queste domande è apparentemente semplice, implica invece un ragionamento radicato più nel profondo.

Implica analizzare come lavorano i nostri dipendenti, se le procedure messe a loro disposizione sono esaurienti e danno loro modo di lavorare agevolmente cercando di perdere meno tempo possibile. Analizzare il perché si è ricorso ad ore di straordinari potrebbe significare rivedere l’organizzazione del lavoro in senso stretto, ossia se ad esempio è stata prevista una consegna in termini troppo ravvicinati rispetto alla mole di lavoro, oppure in senso più ampio se cioè un lavoratore deve dividersi in più compiti e impiega parte del suo tempo anche per telefonate e/o riunioni si troverà in difficoltà nell’avanzare con la mera parte tecnica del lavoro.

Stessa analisi deve essere fatta per le assenze. Ovviamente senza spirito di indagine nella sfera privata del lavoratore ma cercando di capire se in qualche modo si possono ovviare queste assenze intervenendo con una rimodulazione dell’orario di lavoro e una maggiore flessibilità.

I pochi esempi presi in considerazione fanno ben capire quanto importante sia investire tempo in una buona organizzazione del lavoro.

In un periodo di contrazione come quello che stiamo vivendo parlare di welfare in senso economico può risultare, per molte aziende, anacronistico, ma sappiamo bene che dare la possibilità ai lavoratori di vivere le giornate lavorative in modo sereno è un altro modo di fare welfare.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.