People Management

Il lasciapassare del welfare

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

Sempre più spesso si parla della possibilità di inserire piani welfare all'interno delle aziende come strumento vantaggioso tanto per il datore di lavoro quanto per il lavoratore.

Quando però è il momento di concretizzare e quindi mettere nero su bianco come verrà attuato il piano e l’importo da destinare capita che qualcosa non vada a buon fine, scattano così i dubbi e rimane tutto in sospeso.

Ma anche per i più titubanti c’è un lasciapassare.

Infatti, negli ultimi anni sempre più CCNL in fase di rinnovo hanno manifestato interesse verso il welfare, prevedendo al loro interno una somma da destinare a beni e servizi con lo scopo di integrare la retribuzione, diventando, in alcuni casi, oggetto di contrattazione maggiore rispetto al mero aumento dei minimi contrattuali.

Questo interesse non può che avvalorare la tesi dei benefici connessi all’inserimento di un piano welfare destinato ai lavoratori, diventando il pass per una visione più ampia e non rimanendo una mera esecuzione contrattuale.

Rispetto al numero di CCNL presenti nel nostro ordinamento sono ancora, numericamente parlando, pochi quelli che hanno previsto esplicitamente welfare.

Apri pista di questa tendenza il contratto dei metalmeccanici industria che in fase di rinnovo aveva introdotto la destinazione di Euro 100,00 da destinare a servizi welfare. Questo importo ha subito una progressiva crescita passando a Euro 150,00 nel 2018 e Euro 200,00 lo scorso anno.

Altri CCNL che prevedono welfare al loro interno sono quelli di Unionmeccanica/CONFAPI con la destinazione di Euro 150,00 per gli anni 2019 e 2020, delle Telecomunicazioni che dal luglio 2018 ha previsto un importo pari a Euro 120,00.

Importi maggiori, invece, sono quelli previsti per i CCNL delle case di cura (personale non medico), centri analisi, poliambulatori, servizi assistenziali, servizi socio sanitari che prevede Euro 200,00 mentre quello della comunicazione e servizi innovativi per le imprese destina Euro 258,00.

Stessa modalità di inserimento dei metalmeccanici quello degli orafi e argentieri e dei centro elaborazione dati. Il primo ha previsto un importo iniziale di Euro 150,00 nel primo anno di inserimento, il 2019, ed aumento a Euro 200,00 per quest’anno, il secondo, CED, valore pari a Euro 100,00 nel 2019, Euro 120,00 nel 2020 e pari a Euro 140,00 nel 2021.

Ultimo in ordine di tempo il CCNL FIPE (pubblici esercizi, ristorazione collettiva e commerciale e turismo) il quale prevede la definizione di un accordo integrativo tra le parti sociali sul premio di risultato da stipulare fra il 2018 e il 2021 e, in assenza di tale accordo, l'erogazione di una cifra di 140,00 euro a dipendente da destinare a forme di welfare aziendale.

Per quest’anno potremmo quindi riassumere gli obblighi contrattuali in questo modo:

CCNL IMPORTO
Unionmeccanica/CONFAPI 150 €
Telecomunicazioni 120 €
case di cura (personale non medico), centri analisi, poliambulatori, servizi assistenziali, servizi socio sanitari 200 €
comunicazione e servizi innovativi per le imprese 258 €
Orafi argentieri 200 €
CED 120 €
FIPE (pubblici esercizi, ristorazione collettiva e commerciale e turismo) in assenza di diverso accordo 140 €
Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.