Azienda Lavoratore Welfare

Il CyberWelfare

Luca Furfaro Luca Furfaro

Secondo l'Agenzia delle Entrate non rientra nel concetto di reddito imponibile il costo dei servizi di monitoraggio del “dark web” attivato tramite apposita piattaforma realizzata al fine di prevenire e minimizzare i potenziali danni derivanti dal furto d’identità e di altri dati sensibili.

L’ampiezza delle prestazioni relativa al welfare aziendale trova delle limitazioni nella difficoltà di delimitazione delle stesse nell’ambito fiscale.

La normativa (TUIR) difatti definisce in linea generale le prestazioni rientranti fiscalmente nel concetto di welfare aziendale, lasciando però tale definizione in termini molto ampi e demandando poi alla prassi una più specifica definizione.

Tutto questo, naturalmente, non tiene conto dell’evoluzione tecnologica e organizzativa che coinvolge generando spesso dei dubbi sulla corretta applicazione delle disposizioni che regolano la gestione dei piani welfare.

L’attualizzazione di tale normativa avviene allora attraverso la formulazione di quesiti all’Agenzia delle Entrate

Nella realizzazione di un paniere di servizi però occorre tenere conto dell’evoluzione tecnologica e organizzativa che colpisce sia la vita privata dei dipendenti sia l’organizzazione e la politica retributiva aziendale.

Risulta ad esempio interessante quanto possiamo desumere, dalla risoluzione n. 77/E pubblicata dall’Agenzia delle Entrate in data 12 agosto 2019, in tema di tassabilità in capo ai dipendenti, del servizio di monitoraggio di dati sensibili offerto a questi ultimi dal datore di lavoro. L’Agenzia chiarisce che non rientrano nel concetto di reddito imponibile il costo dei servizi di monitoraggio del “dark web” attivato tramite apposita piattaforma realizzata al fine di prevenire e minimizzare i potenziali danni derivanti dal furto d’identità e di altri dati sensibili. Nella risoluzione si precisa che i furti d’identità, al pari dei cosiddetti “attacchi informatici”, costituiscono, attualmente, degli eventi sempre più diffusi sia sulla rete internet che sui social network. Tali eventi oltre a puntare alle utenze aziendali colpiscono anche il singolo dipendente provocando danni al dipendente, ma avendo ripercussioni negative anche sull’azienda.

Occorre riprendere questa risoluzione anche alla luce di un crescente utilizzo dello smartworking con utilizzo di strumentazione propria del lavoratore. Tale deroga normativa, come espresso anche in precedenti interventi, ha dei rischi soprattutto da un punto di vista di sicurezza informatica. A questo punto riveste quindi maggiore interesse la risoluzione che prevede che il servizio di monitoraggio dei dati offerto dalla società ai dipendenti non sia fiscalmente rilevante in capo a questi ultimi e che la società, in qualità di sostituto di imposta, non sia tenuta ad applicare le relative ritenute ai sensi dell’art. 23 del D.P.R. n. 600/1973; tale concetto si estende poi anche sul piano previdenziale per via dell’armonizzazione delle basi imponibili (D.Lgs n. 314/1997).

Riprendendo questa indicazione potremmo altresì valutare, per il nostro paniere di servizi welfare, tutti quei servizi connessi al web che rivestono oggi una grande utilità, sia da un punto di vista aziendale che sociale e personale (si pensi ai casi di revenge porn o sexiting), con la possibilità di strumenti professionali quali la deindicizzazione e di diritti quali quello all’oblio.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.