Lavoratore People Management Welfare

Il caffè del buongiorno

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

L’imprenditore al giorno d’oggi più che mai deve prendere in considerazione il lavoratore in quanto persona e agire sul benessere aziendale in tutti i campi.

Quante volte da piccoli abbiamo sentito i nostri genitori dirci: “hai salutato?”, “hai ringraziato?”, piccoli accorgimenti per trasmetterci il senso di educazione.
Con il passare del tempo accanto all’educazione, spesso, si mettono in atto dei piccoli gesti di gentilezza nei confronti a volte anche di estranei.
Quando una persona ci apre la porta, ci fa sedere al proprio posto perché non ci sono altre sedie libere, sono accortezze che ci fanno sentire meglio, ci fanno sentire accolti e coccolati.

Se questo senso di inclusione ci fa piacere quando arriva da sconosciuti pensiamo al potere che può avere se messo in atto in un ambiente che frequentiamo tutti i giorni tutto il giorno.

Difatti l’azienda è per i lavoratori la seconda casa, il luogo in cui passano la maggior parte del tempo e vivere male quelle ore non fa altro che rovinare il resto della giornata e instaurare un senso di malessere.

Ancora troppo spesso all’interno delle aziende il clima è ostile e irrespirabile ed è noto che negatività attira solo altra negatività.

A volte piccoli gesti come appunto portare un caffè ad un collega possono risollevare e migliorare l’umore, significa trasmettere che le difficoltà possono essere condivise, che si può analizzare insieme una problematica per arrivare alla soluzione insieme. Significa fare gioco di squadra. Significa preoccuparsi di instaurare o mantenere un legame non solo di colleganza ma premuroso e attento.


La gentilezza come strada per la produttività. Perché le persone che stanno bene, lavorano bene.

Ovviamente il tutto deve partire dall’alto, deve essere uno dei principi cardine dell’azienda, del suo codice etico.

Per portare serenità in azienda, tra le varie possibilità, c’è il ricorso a un coach o al welfare interno, oltre alla conciliazione tra lavoro ed esigenze della famiglia e del tempo libero, si sa che se il lavoratore ha gli strumenti per gestire le preoccupazioni esterne all’azienda non vi saranno ripercussioni sul lavoro.

L’imprenditore al giorno d’oggi più che mai deve prendere in considerazione il lavoratore in quanto persona e agire sul benessere aziendale in tutti i campi.
In questo modo il livello di soddisfazione del lavoratore sarà trasversale e vedrà nell’azienda un valido alleato per cui dare il massimo del suo impegno.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.