Azienda People Management

I sogni son desideri … di felicità

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

Uno dei sogni dei datori di lavoro è avere il dipendente ideale

Ogni volta che sento questa frase la associo spontaneamente a “Cenerentola” il cartone della Disney, il preferito della mia infanzia.

Ognuno di noi ha sogni nel cassetto, l’importante è come agiamo per realizzarli siano essi personali o professionali.

Uno dei sogni dei datori di lavoro è avere il dipendente ideale. Sappiamo bene quanto questo possa essere difficile, ma se potessimo crearlo?

Ovviamente, dato che siamo nel mondo reale e non nelle fiabe, non esiste la possibilità di creare totalmente il nostro collaboratore ideale, ma possiamo utilizzare alcuni accorgimenti affinché assomigli il più possibile a quello che vorremmo.

Uno spunto interessante parte con l’effetto Pigmalione o "profezia autoavverante" o ancora noto come effetto Rosenthal dal nome dello psicologo tedesco che per primo parlò di questo fenomeno.

Si tratta di una forma di suggestione psicologica per cui le persone tendono a conformarsi all’immagine che altri individui hanno di loro, sia essa un’immagine positiva o negativa. Ogni individuo riesce a essere trattato e considerato così come si aspetta che gli altri facciano.

Sembra un concetto intricato ma sfruttare questo effetto correttamente porta un fattore vincente e di successo in azienda e soprattutto, essendo una suggestione di carattere psicologico, si possono indentificare alcuni esempi.

Il primo è quello di aspettarsi sempre il meglio dai collaboratori: ciò trasmetterà loro fiducia e desiderio di eccellere. Se infondiamo in loro la consapevolezza che possono fare bene qualsiasi compito venga loro affidato saranno spronati a non deluderci. Se al contrario il datore di lavoro parte dall’atteggiamento negativo di mancanza di fiducia, qual è il motivo per cui il collaboratore dovrebbe premiarlo se sa in partenza che lo deluderà?

Più volte abbiamo analizzato l’importanza di condividere obiettivi e lavorare per raggiungere lo stesso traguardo, il datore di lavoro alla stregua del punto precedente creerà elevate aspettative di performance, ovviamente con obiettivi realizzabili e raggiungibili, al fine di invogliare e stimolare sempre di più i propri dipendenti a dare il massimo delle loro capacità.

Pretendere l’eccellenza dai propri collaboratori è una cosa di non poco conto e soprattutto da non sottovalutare, pertanto, affianco alla pretesa ci devono essere in primo luogo la dotazione di strumenti adeguati al raggiungimento degli obiettivi e, non meno importante, bisognerà riconoscere i progressi e gratificare i propri collaboratori sia con apprezzamenti sia con una parte economica.

La volontà di “plasmare” i dipendenti secondo le aspettative aziendali nasce però da uno sforzo ulteriore: quello di indagare, conoscere e azionare le loro leve motivazionali. Rendere i collaboratori risorse uniche e preziose, in piena sinergia con lo scopo aziendale. Solo in questo modo si avrà un sistema aziendale funzionante.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.