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Green Pass: la prova del 9

Il decreto del governo n.127/2021 approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 16 settembre e in Gazzetta Ufficiale dal 21, stabilisce che il green pass sia esteso a tutti i lavoratori privati e ai dipendenti pubblici. 

Dal 15 ottobre quindi, in azienda i lavoratori, siano essi subordinati, parasubordinati, autonomi o volontari sono soggetti a controlli con l’obbligo di green pass.

Il mancato possesso del green pass viene considerato assenza ingiustificata. In questo caso: scatta la sospensione dello stipendio;

Per le aziende con meno di 15 dipendenti dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata il datore di lavoro può sospendere il lavoratore senza green pass per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a 10 giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il 31 dicembre 2021 termine dello stato di emergenza.

Il lavoratore senza green pass mantiene quindi il posto di lavoro e non sono previste conseguenze disciplinari.

Le sanzioni amministrative in caso di inadempienza sono da 600 euro a 1.500 euro per i lavoratori che accedono all’azienda senza green pass.

Da 400 euro a 1.000 euro per il datore di lavoro che non effettui i controlli.

Arriva oggi la prova del 9 per le aziende e per il proprio clima lavorativo; per le aziende che sono riuscite a creare un clima lavorativo positivo si potranno trovare soluzioni che riescano a coniugare necessità e convinzioni; mentre in altri casi si potrebbe creare maggiore ostilità tra datore di lavoro e lavoratore, ma anche tra gli stessi lavoratori.

I datori di lavoro possono mettere in piedi diverse misure di welfare che aiutino i lavoratori e la produzione, ma facendolo devono mantenere intatta l’etica e la responsabilità sociale d’impresa che li guida.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.