Giovani e previdenza complementare

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

La pensione è un argomento sempre più ostico: sembra un traguardo talmente lontano che non si ha mai voglia di affrontare realmente il discorso. Quando poi, invece, si inizia ad essere stufi di lavorare e si inizia a ragionare su come affrontare il tema ci si rende conto che può essere troppo tardi.

Ma come, non c’è una via di mezzo?

Bisogna partire dal presupposto che non è mai troppo presto per parlare di pensione, perché solo affrontando l’argomento si può fare una progettazione e studiare eventuali alternative per anticipare o integrare la pensione.

Tra i vari strumenti presenti nel nostro ordinamento uno a cui si presta probabilmente ancora poca attenzione è la previdenza complementare: è una forma di previdenza ad adesione volontaria, istituita al fine di consentire ai lavoratori di ottenere una pensione aggiuntiva rispetto a quella garantita dalla previdenza obbligatoria.

Tra le varie forme pensionistiche complementari previste dalla normativa vigente vi è la distinzione tra quelle collettive, individuali o aperte su base individuale o collettiva.

Lo scopo della previdenza complementare è quindi quello di accantonare un tesoretto da utilizzare una volta raggiunta la pensione, ad integrazione del pilastro obbligatorio.

Perciò il lavoratore può decidere di accantonare il proprio TFR all’interno di un fondo da lui scelto, con il vantaggio ulteriore di mantenere in molti casi lo stesso fondo pensione anche cambiando datore di lavoro, mantenendo la continuità di versamento senza incorrere nella continua erogazione e tassazione del trattamento di fine rapporto, tipicità dei rapporti di lavoro frazionati nel mondo del lavoro attuale.

Proprio sulla scorta di questo principio è assolutamente vantaggioso avviare un fondo di previdenza quando si è giovani sia anagraficamente che a livello di carriera lavorativa: più si ha tempo per contribuire maggiore sarà la resa finale ma minore lo sforzo per raggiungere un buon obiettivo.

La scelta di aderire ad un fondo di previdenza è assolutamente libera e volontaria per il lavoratore portando con sé i benefici sopra descritti; ma si può aggiungere un tassello ulteriore in riferimento alle opportunità di aderire ad un fondo.

Infatti, oltre alla quota di tfr da accantonare mensilmente il lavoratore può decidere di versare anche una percentuale di contribuzione, i quali diventano assolutamente deducibili fino all’importo massimo di 5.164,57 euro dall’ammontare del reddito fiscalmente imponibile.

Tanti sono i vantaggi per migliorare lo scenario futuro dei lavoratori con, ancora una volta, un impatto economico irrisorio per il datore di lavoro.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.