Law and Finance

Fringe Benefits ed erogazioni di welfare aziendale

Le differenze ai fini fiscali delle due prestazioni aziendali

Il temporaneo ampliamento del limite annuale (effettuato solo per il 2020) ha portato alla ribalta i cosiddetti fringe benefits. Ma cosa sono questi benefit e come differiscono dalle vere e proprie erogazioni di welfare aziendale ai fini fiscali?

I fringe benefits (Tuir art. 51 comma 3) o semplicemente benefit sono elementi aggiuntivi della retribuzione sotto forma di beni e servizi forniti al dipendente. Si tratta dunque di benefici in natura che hanno una natura retributiva.

Questo ultimo aspetto genera una forte differenza con le erogazioni di welfare aziendale, difatti i benefit, rientrando nel concetto di retribuzione, possono essere erogati individualmente. Al contrario le prestazioni di welfare, per scontare anche la piena deducibilità devono essere dedicate alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee degli stessi.

I benefit hanno quindi natura individuale mentre il welfare riguarda una collettività; l’ulteriore aspetto che li differenzia è quello relativo alla limitazione rispetto alle possibilità di erogazione.

Difatti i fringe benefits non concorrono a formare il reddito se si tratta di beni ceduti e di servizi di importo non superiore a 258,23 euro nel periodo d’imposta. Nel caso in cui il limite venga superato l’intero valore concorre a formare il reddito. Tale limitazione deve essere considerata per tutti i fringe benefits percepiti, anche se gli stessi derivano da altri rapporti di lavoro nello stesso periodo d’imposta.

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Da un punto di vista di paniere di beni e servizi, stante il limite di valore, in tale concetto può rientrare qualunque bene o servizio concesso direttamente al dipendente (autovettura ad uso promiscuo, computer per uso personale, smartphone, etc..) ma anche i buoni acquisto (buono spesa, buoni carburante etc..).

Dobbiamo quindi fare attenzione a non confondere benefit con erogazioni di welfare aziendale; prestazioni che possono farsi forza e mescolarsi ma che mantengono nature e finalità differenti.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.