Lavoratore People Management

Fragili ma non troppo

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

Quali tutele sono previste per i lavoratori "fragili" in seguito alla proroga al 15 ottobre 2020 dello stato di emergenza?

Con la pandemia si è posta frequentemente l’attenzione sui lavoratori cosiddetti “fragili” ossia coloro che in virtù del possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della L. 104/1992, nonché i lavoratori in possesso di certificazione rilasciata ai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge. Questi lavoratori sono stati posti in astensione dal lavoro, dopo varie proroghe, fino all'appena trascorso 31 luglio 2020.

Con la proroga dello stato di emergenza al 15 ottobre, cosa cambia? Quali tutele vengono previste per questi lavoratori?

Il Decreto Legge 83/2020 ha prorogato fino alla nuova data dello stato di emergenza le disposizioni in materia di lavoro agile, disponendo che i lavoratori dipendenti disabili nelle condizioni sopra richiamate o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile ai sensi degli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017,n. 81, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Allo stesso modo i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali, fermo restando il rispetto degli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

Durante tutto questo periodo i datori di lavoro devono effettuare comunicazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in via telematica in modalità ancora semplificata, i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile.

Nonostante la proroga delle modalità semplificate per proseguire l’attività lavorativa al di fuori dell’azienda e perseguire la tutela dei lavoratori soprattutto i più a rischio rimane evidente una certa disparità di trattamento con i lavoratori fragili che svolgono un’attività lavorativa non compatibili con le caratteristiche della prestazione agile.

La maggior tutela di questi soggetti rimane quindi in capo ai datori di lavoro. Tutela a questo punto di carattere principalmente sanitario, ossia mettere in atto tutti quegli accorgimenti che permettano la ripresa dell’attività lavorativa senza che vi sia pregiudizio sulla salute.

La cosa in assoluto più importante è per il datore di lavoro lavorare in sinergia con il Medico Competente, sebbene non vi sia obbligo di sottoporre questi lavoratori alla visita medica previo rientro al lavoro rimane la possibilità di rivalutare le condizioni in relazione ai rischi professionali cui sarà nuovamente esposto il lavoratore perché ad esempio durante il periodo di astensione dal lavoro è occorsa una variazione significativa del loro stato di salute.

Appare evidente come ancora una volta la norma non prenda in considerazione tutte le tutele necessarie per i lavoratori demandando l’onere più gravoso ai datori di lavoro.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.