Lavoratore People Management Welfare

Formare per crescere

Luca Furfaro Luca Furfaro

Il welfare aziendale come leva per la crescita professionale.

Il welfare aziendale come leva per la crescita professionale; questo può essere uno degli obiettivi aziendali ed individuali che gli possiamo attribuire. La possibilità di divenire motore di crescita su tematiche anche trasversali all’attività lavorativa attraverso la formazione. Perché non dare al personale dipendente la possibilità di accedere a corsi d’Inglese e poi sfruttare le nuove competenze per riposizionarsi su un nuovo mercato?

Tra le misure che le aziende inseriscono sempre più di frequente nel proprio piano di welfare aziendale c’è la formazione dei dipendenti. Questo perché essa costituisce un’importante opportunità di crescita non solo per i lavoratori, ma anche per le stesse imprese. Infatti, finanziare corsi di formazione o garantire corsi di specializzazione sono sicuramente modi per gratificare quei componenti della forza lavoro che si sono particolarmente distinti per comportamenti assunti e risultati conseguiti. Inoltre, queste iniziative giovano all’impresa perché gran parte del bagaglio di conoscenze acquisito attraverso tali esperienze formative il dipendente lo metterà poi a disposizione della realtà in cui lavora.

Com’è stato dimostrato da numerosi studi, stimolare i lavoratori ad acquisire nuove conoscenze e mantenersi aggiornati rende i lavoratori più felici e motivati, migliora la loro capacità di problem solving e di comunicazione. Grazie ad un’opportunità formativa il lavoratore matura un’esperienza tale da poter fare proprie competenze tecniche connesse alla propria occupazione e al business della propria azienda (hard skills); o competenze che non sono strettamente legate al business aziendale ma fanno parte del bagaglio di conoscenze del soggetto (soft skills).

Per queste ragioni essa può essere considerata in tutto e per tutto una misura di welfare aziendale, assoggettata agli stessi obblighi e agevolazioni delle altre misure di welfare previste dalla legge.

Con l’interpello n. 273/2019 dell’Agenzia delle Entrate, è stato previsto che queste spese, rientranti in un piano di welfare aziendale, sostenute dal datore di lavoro nei confronti di una specifica categoria di dipendenti possono essere ricomprese nel concetto di oneri di utilità sociale e, come tale, escluse da tassazione, senza quindi concorrere alla formazione del reddito di lavoro dipendente.  A tal fine dovranno essere creati dei pacchetti formativi da offrire alla generalità o a categorie omogenee di dipendenti. Formarsi è il primo passo per innovarsi e le competenze, anche se non professionali, aiutano nello sviluppo e nella produttività aziendali.

Luca Furfaro
Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore dei libri “Decreto dignità - Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018 e "Welfare Aziendale" edito da Giuffrè Francis Lefebvre.