Welfare

È quasi sempre un problema di cultura

Francesca Zucconi Francesca Zucconi
Gli italiani hanno una fortuna inestimabile: vivere in uno dei Paesi più belli al Mondo.
In Italia non manca nulla: mare, montagna, parchi naturali, siti Unesco, città d’arte, borghi storici e medievali, monumenti storici, siti archeologici, e molto altro. Eppure, spesso, gli italiani preferiscono recarsi all’estero conoscendo così poco di quello che li circonda.

Così manca la cultura dell’Italia, e spesso degli italiani e la sua valorizzazione.

Molto spesso la “cultura” chiede aiuto alle aziende per finanziare e sostenere progetti, musei, ma la cultura cosa può fare per le aziende e i suoi dipendenti?

Dare la possibilità ai lavoratori di conoscere la storia di ciò che li circonda attraverso visite a musei, luoghi storici, palazzi d’epoca ma anche partecipare a rappresentazioni teatrali migliora il loro livello culturale e la loro formazione.

La preparazione di un buon lavoratore, infatti, non può più essere settoriale ed esclusivamente concentrata su aspetti professionali, un dipendente con interessi extra lavorativi, curioso e affamato di conoscenza porterà sicuramente dei vantaggi anche nei processi aziendali perché utilizzerà gli stessi schemi per imparare e approfondire ciò che è di sua competenza in ambito lavorativo.

L’azienda può essere un veicolo attraverso cui ampliare, o sviluppare, questi interessi avviando una sorta di “welfare culturale”, proponendo visite guidate a palazzi storici, musei ma anche accessi a teatri o concerti.

È sicuramente un’attività insolita e lo sforzo maggiore deve arrivare proprio dall’azienda, il cambio di cultura deve prima arrivare dal datore di lavoro per essere trasmesso ai suoi lavoratori.

Il datore di lavoro deve cambiare il suo schema di pensiero: il lavoratore non deve più essere visto solo ed esclusivamente come un mezzo per raggiungere il suo fine, ossia quello di massimizzare il suo profitto. In questa situazione, infatti, vi è poca fidelizzazione del lavoratore alla sua azienda in quanto non si sente coinvolto né valorizzato.

È evidente che dare la possibilità ai lavoratori di formarsi in attività extra lavorative è un investimento sulla persona in quanto tale e non solo perché è un dipendente creando così un circolo virtuoso in cui il lavoratore si sentirà valorizzato e avrà voglia di investire maggiormente nelle sue capacità professionali.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.