People Management

Dove mi porta il welfare?

Francesca Zucconi Francesca Zucconi

Il miglioramento dei dati sull'inquinamento atmosferico è forse uno dei pochi aspetti positivi conseguenti allo "stop" delle scorse settimane. Ora che inizia la fase 3, diverse le opzioni possibili a sostegno dell'ambiente.

Questo periodo di fermo o riduzione dell’attività lavorativa, volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, ha restituito un miglioramento nei dati sull’inquinamento atmosferico.

Ora, se le modalità di svolgimento dell’attività lavorativa tornano come prima è evidente che questo miglioramento sia solo meramente temporaneo. Ma è innegabile che sia spunto di diverse riflessioni. Tra le tante spicca sicuramente l’ipotesi di continuare e migliorare lo svolgimento dell’attività lavorativa in modo agile, ma nei casi in cui non sia possibile è pensabile intervenire sullo spostamento dei lavoratori per raggiungere il luogo di lavoro, fonte sicuramente di un notevole impatto ambientale.

Se questo è un tema caldo che tocca tutti, vi sono altri motivi vantaggiosi per evitare che ogni singolo lavoratore utilizzi il suo mezzo privato per recarsi al lavoro, primo fra tutti un mero risparmio economico.

Forma tipica di welfare prevista dall’art. 51 comma 2 del TUIR è quella che prevede la possibilità per il datore di lavoro di sostenere i lavoratori nell’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, attraverso l’acquisto diretto oppure mediante rimborso delle spese sostenute dal lavoratore.

In questo periodo però, i lavoratori che devono necessariamente svolgere la loro attività in sede prediligono lo spostamento per il tragitto casa-lavoro con mezzo di trasporto proprio, ora più che mai che le regole per il trasporto pubblico sono più rigide e bisogna fare i conti con la paura del contagio, quindi il datore di lavoro potrebbe intervenire in due modi differenti.

Il primo è quello di mettere a disposizione un servizio di trasporto collettivo a livello aziendale: mettere a disposizione dei lavoratori una “navetta aziendale” per il tragitto casa lavoro.

Soluzione alternativa è legata ai servizi di “sharing”.

Con il termine car sharing si indica una flotta aziendale di macchine in condivisione, che vengono prenotate e utilizzate da chi ne abbia bisogno. Utilizzando questo sistema i colleghi che percorrono la stessa tratta possono accordarsi ed utilizzare un unico mezzo.

Ma il vero plus che fa rientrare questo sistema nei benefit aziendali è la possibilità di estenderne l’utilizzo anche nel tempo libero, quindi non esclusivamente legato ad impegni aziendali.

Francesca Zucconi
Francesca Zucconi

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia, inizia la sua attività lavorativa nell’ufficio risorse umane di un’importante azienda. Affascinata dal ruolo percorre l’iter che la porta all’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro e relativa iscrizione all’albo dei Consulenti del Lavoro di Pavia nel 2015. Dal 2018 è Presidente dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia.