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CORONAVIRUS e SMARTWORKING – salute e sicurezza sul lavoro

Rinaldo Sandri Rinaldo Sandri

Sicuramente molte aziende stanno rivalutando lo Smartworking nel pensare l'organizzazione della "fase 2". Tra le cose da valutare ci sono certamente gli aspetti legati alla salute e sicurezza sul lavoro.

Le iniziative legate allo ''smartworking'' si stanno diffondendo. Le aziende, nella gestione di questa modalità di lavoro, devono considerare anche gli aspetti di tutela della salute e sicurezza.

Per quanto riguarda gli adempimenti prevenzionistici, l’art. 22 della legge 81/2017 prevede che il DDL consegni al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), con cadenza almeno annuale, un’informativa i cui contenuti sono definiti dalla direttiva n. 3/2017 PCM in forza della quale il DL deve provvedere a:

  • Fornire adeguata formazione periodica in merito ai requisiti di SSL in ambiente indoor e outdoor se non ricompresi in quella prevista dal d.lgs. 81/2008.
  • Assicurare che gli strumenti/dispositivi forniti siano conformi a standard tecnici.
  • Assicurare che le attrezzature di lavoro/apparecchiature forniti siano conformi al Titolo III del d.lgs. 81/2008 nonché alle disposizioni delle direttive di prodotto.
  • Effettuare idonea manutenzione delle attrezzature/apparecchiature/strumenti forniti e somministrare adeguata formazione e informazione sul loro utilizzo.
  • Prediligere le apparecchiature elettriche/elettroniche fornite a doppio isolamento.
  • Attuare le misure di tutela previste dall’art. 15 del d.lgs. 81/2008 anche nel caso in cui non fornisca strumenti/attrezzature e dispositivi.

Le linee guida forniscono, inoltre, indicazioni sui principali contenuti da sviluppare nell’informativa come riportato di seguito:

Ambiente indoor Ambiente outdoor
Antincendio Pericolo di esposizione diretta a radiazione solare e prolungata e a condizioni meteoclimatiche sfavorevoli
Requisiti igienici dei locali. Limitazioni e accorgimenti da adottare in luoghi isolati o in cui sia difficoltoso richiedere e ricevere soccorso.
Istruzioni d’uso strumenti/dispositivi attrezzature/ apparecchiature e comportamenti da tenere in casi di malfunzionamento. Pericoli connessi alla presenza di animali, vegetazione in stato di degrado ambientale, presenza di rifiuti, ecc.
Requisiti minimi di impianti di alimentazione elettrica e corretto utilizzo dell’impianto elettrico. Pericoli connessi alla presenza di sostanze combustibili o infiammabili e sorgenti di ignizione
Ergonomia, postazione VDT e uso di dispositivi portatili, computer, tablet, ecc. Pericoli connessi ad aree in cui non ci sia la possibilità di approvvigionamento di acqua potabile.

In buona sostanza, proprio in forza dei principi di cui all’art. 2087 c.c., si può responsabilizzare il lavoratore a scegliere luoghi di lavoro coerenti con le politiche aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e, soprattutto idonei all'esecuzione di una prestazione – continuativa - di lavoro, evitando di mettersi - anche solo negligentemente - in una situazione di pericolo soprattutto in questo periodo nel quale il rischio COVID, ad eccezione dell’ambito sanitario, è un rischio solo generico, da gestire con approccio precauzionale nel rispetto della specifica normativa emergenziale.

Rinaldo Sandri
Rinaldo Sandri

Mi occupo di diritto penale industriale, ed in particolare della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, dell’ambiente, della sicurezza degli alimenti e come attività di coordinamento ho maturato una importante esperienza nella realizzazione di Modelli Organizzativi utili alla prevenzione della responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.Lgs 231/01.